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Visualizzazione dei post da Novembre, 2016

INUTILI ATTESE.

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Incosciente come il cuore che non si arrende. Ma gli occhi si son chiusi. Ho detto al mio tempo di aspettare e all’oscurità di accendersi per un attimo. Quegli occhi che si chiudono la vedono arrivare Tra la nebbia e l’aurora per poi spalancarsi e non trovare nulla, neanche l’incoscienza di riprendere a camminare. Ho tanta luce dentro ma lei che è cosciente non sa più tornare.

TI MERITAVI Più DI UN VOLO...Costantino Posa

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Me la prendo con il sole che non ti ha aspettata. Con tutte le stagioni che ti hanno dimenticata. Con tutte le parole che ti hanno ferita. Me la prendo con le spalle che non si sono più girate. Con gli amici che ti hanno riso in faccia. Me la prendo con i treni che non si sono mai fermati e i semafori rimasti per sempre rossi. Me la prendo con le ali e con i pensieri ingrati che non ti hanno mai sollevata. Me la prendo con il tempo che non ha mai capito e con il vento
che ti ha portata via.
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PAROLE CHE SCALDANO IL TEMPO.
Quando l’aurora appare s’illuminano le notti fino ad allora senza senso. Una danza di luci che si alternano. Quasi a sfiorarsi, come spinte dal vento si accarezzano l’un l’altra e poi la brina come piccole stelle che si posano sui pensieri del tempo che non si dà pace. In lontananza i suoni e i battiti…tanti di chi si è allontanato In un passato di nome addio. Quando l’aurora appare è il momento in cui da solo
Penso.

UN GIORNO DI NOVEMBRE.

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E' difficile non pensare
a quel che accade oggi.
La mia mamma tutta bianca
e il mio papà in nero.
Sono ceri sull'altare.
Mentre i cuori non rallentano.
Io sono contenta,
li ho visti ormai sposati
e i loro cuori dai battiti silenti
non lasciano intravedere
la forte emozione che pian-piano sale su.
E' difficile immaginare
un futuro tutta sola.
Loro sono i miei.
Lei tutta bianca come una sposa,
è la mia mamma.
Lui così brillante, insegue la pancetta,
per me è un super eroe,
il mio buon papà.
E poi ci sono loro, i miei nonni,
come fari, per me che sono piccola,
m'insegnano a sorridere.
Mi sa che questo giorno
è un giorno molto speciale.
Lei è una sposa,
somiglia alla mia mamma
e accanto c'è nel nero
l'ombra di papà.

GIOVANI ILLUSIONI.

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La vita non può fermarsi o non dovrebbe mai fermarsi a metà di una via cittadina. Una serranda deformata è ciò che resta di due giovani vite che non potranno mai più avere un vento tra i capelli. Tutto diventa così inutile se al mattino che segue non potrà mai risvegliarti. Schiacciare un acceleratore non potrà mai essere il meglio di una serata allegra passata con gli amici. La vita non è una grande accelerata e tante volte la velocità diventa sorpassata ancor più velocemente da quella signora scura di nome morte e poi l’alcool e la droga, come fossero trasfusioni di sangue. L’eterna giovinezza non potrà mai avere senso, se poi rimane solo quella. Poter dire ho vissuto veramente, ho pianto e riso al momento giusto. Ho amato, come ho amato l’intera vita, fatta anche di capelli bianchi e ossa rotte da quarant’anni di lavoro nero. La vita è come un bicchiere pieno, non basta svuotarlo troppo presto. Il meglio può venire anche dopo. Le voci e i venti di un libro che prima di legg…

VENTO TROPPO FORTE.

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Quelle pareti crollate addosso sono orizzonti che scompaiono come fa la notte con il giorno. Quello dopo è ancora peggio. Non ha il vento tra i capelli. Non ha vie dentro il cuore. L’inferno forse è lì pochi metri sotto terra. Quei silenzi inaspettati sono suoni che feriscono, come fa…a volte una lama nella schiena. Quello dopo è ancora peggio. Tante fitte nei cervelli sono spine dentro al cuore. L’inverno forse è lì poco-poco sotto pelle. Tante volte è ancora meglio, come fa il giorno con la notte. Poi si sa, il cuore che fa tanto tante volte si riposa. Fino a quando poi rinviene frastornato dalle botte. Ciò che resta sono scie che pian-piano vanno via sollevate dal permesso
e da tante scelte mie.

Autunno perverso.

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Non riuscivo a credere ai miei occhi. La mia casa non era più la mia casa. La mia terra che sprofonda inesorabilmente con tanti dei miei sogni. I miei amici andati via e tanti mai più ritornati. E poi il vento dal pianto ininterrotto. L’albero della vita  con rami contorti E foglie gialle di futuro ormai inesistente. I borghi nel mio cuore sono solo diapositive. Fotocopie di un tempo ormai tradito e sostituito dal pianto con tante crepe e inni alzati al vento.

Di me resterà l’ultimo viaggio. Quello che mi ha portato via da quei tremori e polveri. Non sentirò più i suoni, ormai nessuno passa più da quelle vie. Le campane venute giù come pigne, per la mia terra non suoneranno più. Solo echi e scricchiolii. Occhi spalancati tra freddo e gelo, non riuscirò mai più a credere. La mia vita che sprofonda sentirò soltanto il vento e quei lamenti come fiocchi di neve si poseranno accanto nel silenzio, ormai è notte fonda.

AMARA TERRA.

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Se fossi nato altrove Mi sentirei diverso e mi sentirei di dire: A volte sono umbro, colpito dalle travi. Ferito dentro al cuore un ultimo respiro Mentre la mia pelle trema come corde di chitarra. Le spie luminose sono fiori di mimose. La notte che mi gela a volte dice: Non posso ogni giorno cambiare la mia vita. Sostituirla con i sassi e le vie infinite non sono più quelle che portano laggiù. Io che ho tanto amato a volte sento il vento e se chiudo gli occhi, ora mi spavento. Se fossi nato altrove mi guarderei diverso mentre la mia pelle rema insieme a chi di me narra, che un po’ la terra trema. Forse me ne andrei
se fossi nato altrove.