lunedì 28 novembre 2016

INUTILI ATTESE.



Incosciente
come il cuore
che non si arrende.
Ma gli occhi si son chiusi.
Ho detto al mio tempo
di aspettare
e all’oscurità
di accendersi per un attimo.
Quegli occhi che si chiudono
la vedono arrivare
Tra la nebbia e l’aurora
per poi spalancarsi
e non trovare nulla,
neanche l’incoscienza
di riprendere a camminare.
Ho tanta luce dentro
ma lei che è cosciente
non sa più tornare.


sabato 26 novembre 2016

TI MERITAVI Più DI UN VOLO...Costantino Posa



Me la prendo con il sole
che non ti ha aspettata.
Con tutte le stagioni
che ti hanno dimenticata.
Con tutte le parole che ti hanno ferita.
Me la prendo con le spalle
che non si sono più girate.
Con gli amici
che ti hanno riso in faccia.
Me la prendo con i treni
che non si sono mai fermati
e i semafori rimasti
per sempre rossi.
Me la prendo con le ali
e con i pensieri ingrati
che non ti hanno mai sollevata.
Me la prendo con il tempo
che non ha mai capito
e con il vento

che ti ha portata via.

giovedì 24 novembre 2016

PAROLE CHE SCALDANO IL TEMPO.

Quando l’aurora appare
s’illuminano le notti
fino ad allora senza senso.
Una danza di luci che si alternano.
Quasi a sfiorarsi,
come spinte dal vento
si accarezzano l’un l’altra
e poi la brina
come piccole stelle
che si posano sui pensieri
del tempo che non si dà pace.
In lontananza i suoni
e i battiti…tanti
di chi si è allontanato
In un passato di nome addio.
Quando l’aurora appare
è il momento in cui da solo

Penso.

lunedì 21 novembre 2016

UN GIORNO DI NOVEMBRE.

E' difficile non pensare
a quel che accade oggi.
La mia mamma tutta bianca
e il mio papà in nero.
Sono ceri sull'altare.
Mentre i cuori non rallentano.
Io sono contenta,
li ho visti ormai sposati
e i loro cuori dai battiti silenti
non lasciano intravedere
la forte emozione che pian-piano sale su.
E' difficile immaginare
un futuro tutta sola.
Loro sono i miei.
Lei tutta bianca come una sposa,
è la mia mamma.
Lui così brillante, insegue la pancetta,
per me è un super eroe,
il mio buon papà.
E poi ci sono loro, i miei nonni,
come fari, per me che sono piccola,
m'insegnano a sorridere.
Mi sa che questo giorno
è un giorno molto speciale.
Lei è una sposa,
somiglia alla mia mamma
e accanto c'è nel nero
l'ombra di papà.

martedì 15 novembre 2016

GIOVANI ILLUSIONI.



La vita non può fermarsi o non dovrebbe mai fermarsi a metà di una via cittadina. Una serranda deformata è ciò che resta di due giovani vite che non potranno mai più avere un vento tra i capelli.
Tutto diventa così inutile se al mattino che segue non potrà mai risvegliarti. Schiacciare un acceleratore non potrà mai essere il meglio di una serata allegra passata con gli amici.
La vita non è una grande accelerata e tante volte la velocità diventa sorpassata ancor più velocemente da quella signora scura di nome morte e poi l’alcool e la droga, come fossero trasfusioni di sangue.
L’eterna giovinezza non potrà mai avere senso, se poi rimane solo quella.
Poter dire ho vissuto veramente, ho pianto e riso al momento giusto.
Ho amato, come ho amato l’intera vita, fatta anche di capelli bianchi e ossa rotte da quarant’anni di lavoro nero.
La vita è come un bicchiere pieno, non basta svuotarlo troppo presto.
Il meglio può venire anche dopo.
Le voci e i venti di un libro che prima di leggerlo è tanto giusto e saggio doverlo scriverlo per intero.
Non sono bastate le strade tinte di sangue intorno alla nostra città.
Il passato non ha insegnato nulla se le primavere svaniscono ora al centro della nostra città.

Mi sa che ha vinto la sola illusione, quella di credere che la felicità la si trova spesso in tutto quello che conta meno.

VENTO TROPPO FORTE.



Quelle pareti crollate addosso
sono orizzonti che scompaiono
come fa la notte con il giorno.
Quello dopo è ancora peggio.
Non ha il vento tra i capelli.
Non ha vie dentro il cuore.
L’inferno forse è lì
pochi metri sotto terra.
Quei silenzi inaspettati
sono suoni che feriscono,
come fa…a volte
una lama nella schiena.
Quello dopo è ancora peggio.
Tante fitte nei cervelli
sono spine dentro al cuore.
L’inverno forse è lì
poco-poco sotto pelle.
Tante volte è ancora meglio,
come fa il giorno con la notte.
Poi si sa, il cuore che fa tanto
tante volte si riposa.
Fino a quando poi rinviene
frastornato dalle botte.
Ciò che resta sono scie
che pian-piano vanno via
sollevate dal permesso

e da tante scelte mie.

sabato 5 novembre 2016

Autunno perverso.

Non riuscivo a credere ai miei occhi.
La mia casa non era più la mia casa.
La mia terra che sprofonda
inesorabilmente con tanti dei miei sogni.
I miei amici andati via
e tanti mai più ritornati.
E poi il vento dal pianto ininterrotto.
L’albero della vita  con rami contorti
E foglie gialle di futuro ormai inesistente.
I borghi nel mio cuore sono solo diapositive.
Fotocopie di un tempo
ormai tradito e sostituito
dal pianto con tante crepe
e inni alzati al vento.

Di me resterà l’ultimo viaggio.
Quello che mi ha portato via
da quei tremori e polveri.
Non sentirò più i suoni,
ormai nessuno passa più da quelle vie.
Le campane venute giù come pigne,
per la mia terra non suoneranno più.
Solo echi e scricchiolii.
Occhi spalancati tra freddo e gelo,
non riuscirò mai più a credere.
La mia vita che sprofonda
sentirò soltanto il vento
e quei lamenti come fiocchi di neve
si poseranno accanto nel silenzio,
ormai è notte fonda.

AMARA TERRA.



Se fossi nato altrove
Mi sentirei diverso
e mi sentirei di dire:
A volte sono umbro,
colpito dalle travi.
Ferito dentro al cuore
un ultimo respiro
Mentre la mia pelle trema
come corde di chitarra.
Le spie luminose
sono fiori di mimose.
La notte che mi gela a volte dice:
Non posso ogni giorno
cambiare la mia vita.
Sostituirla con i sassi
e le vie infinite
non sono più quelle
che portano laggiù.
Io che ho tanto amato
a volte sento il vento
e se chiudo gli occhi,
ora mi spavento.
Se fossi nato altrove
mi guarderei diverso
mentre la mia pelle rema
insieme a chi di me narra,
che un po’ la terra trema.
Forse me ne andrei

se fossi nato altrove.