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Visualizzazione dei post da Marzo, 2016

QUEL P...NELLO SPECCHIO

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E' strano domani guardandomi allo specchio,
per la prima volta mi sono chiesto:
Sai cosa vorrei?
per un pò sono rimasto perplesso.
l'altro, la mia immagine riflessa,
mi fissava, un pò accigliato.
Chissà cosa pensava?
per un pò l'ho fissato anch'io.
di colpo mi è venuto spontaneo chiedergli:
Perché non parli?
Perché non mi chiedi cosa vorrei.
Sono tanti anni che mi vivi accanto.
freddo, taciturno,
certe volte vorrei prenderti a schiaffi.
Mai una volta che ti ribelli.
Mai una emozione.
Senza batticuori. Mai una lacrima.
Un rimpianto. Un urlo di gioia.
Credi che per me sia stato facile?
Tanti anni, tanti sbalzi,
tanti addii, tanta rabbia.
Euforia alle stelle.
Mentre tu vegeti sulla luna.
Non vedi che il tempo passa.
Non ti accorgi che chi è andato non ritorna.
Nonostante la tua calma
a volte mi sembri più vecchio di quel che sono io.
Fai bene a non parlare,
almeno non ti pentirai di sbagliare.
Ora te lo posso dire, vorrei che tu parlassi,
almeno una volta, prima che esco da quella porta.
Altrimenti spe…

Versi di Costantino Posa

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INTOLLERANZE Nei tuoi occhi pioggia come inchiostro che non ha trovato pagine dove poter scrivere dei limiti del tempo. Nel tuo cuore vento come foglie che non hanno mai trovato rami dove fermarsi. Sulla tua pelle gelo come neve scesa dai tuoi pensieri. Nella tua mente muro come pareti che non lasciano vedere che di là c’è lei in attesa dei tuoi versi e dei morsi sulla pelle. Non hai mai pensato che di là oltre il nulla ci può essere l’urlo del futuro mai sperato. Nei tuoi occhi solo pioggia come lacrime generate dai brividi mancati. Nel tuo cuore sento voglie che non hai mai provato. Dio solo sa quanto ti è mancato.
TUTTO è VITA. Nel libro dei miei pensieri C’è tutto quello che m’importa. Le ferite della gente Che rilegano ogni pagina. Di rosso il tradimento e le lacrime del pentimento. Le gioie, come feste contadine e le siepi del mistero Che rende forte la mia vita. Le parole come frecce indovinate e le risposte come aghi in un pagliaio. Le pareti che delimitano e il vento che travo…

SE MIGRAR.

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Era ieri, dalla mia terra rossa
di speranza, vergogna e sangue
coperta a tratti dalle ombre,
bagnata dalle lacrime
di un dover scappare via
a tutti i costi.
Un prezzo da pagare
per non dover mai più
scrivere nella sabbia
che il vento adirato
per rabbia cancella via.
Non era solo l'uomo
e la donna da salvare,
ma le parole e idee
da urlare e di diritto
da tramandare.
Chissà perché ieri scacciata
esiliata come l'oggi evitata
o a stento accettata.
Ho anch'io sangue rosso d'occidente
piango, soffro, muoio e se posso
torno a morir ancor d'oriente.