venerdì 30 dicembre 2016

ULTIMI GIORNI.


Un anno che va via,
porta con se i brividi della pelle,
mentre per chi resta...resta il pianto.
Quante gocce salmastre
scendono sul viso in cerca di un perchè.
Odo ancora i botti maleducati
che hanno infranto il sorriso
e l'odor di festa
di quest'ultimo dicembre.
Natale dei mercatini e delle ossa rotte.
Quante inutilità nella mente dei diversi.
Natale è fatto per dimenticare.
Natale è fatto per accettare
le ferite in fondo al cuore.
Sciocco chi ha deciso di buttarsi via.
Natale è fatto per ritrovarsi,
non per umiliarsi.
Vorrei che fosse sempre Natale
ad illuminare il viso.
Di quei botti che ho sentito
resterà solo fumo e lacrime
di quest'anno che va via.

sabato 17 dicembre 2016

OGGI SARA' DIVERSO.


Stamattina sarà diverso,
il sole sorgerà più tardi:
Sarà la luce che brillerà per sempre.
Sarà la voce che ti spronerà sempre.
Sarà la forza che ti sosterrà sempre.
Sarà una stella in alto al cuore.
Sarà un pensiero fisso: Amore.
Avrà per sempre un nome,
per te perderà l'accento,
sarà sempre e soltanto 

sarà Sara.

INTONACI DISPERSI.


C’è un muro della mia vita
dove a stento si leggono
tante date sovrapposte.
Le morti di oggi
coprono quelle di ieri
e le dita delle mani
intente ad asciugare
lacrime incredule
che ci dicono:
Non basta correre
per sentirsi più veloci.
Tu puoi anche sorpassarmi
come un lampo
ma poi ci devi arrivare
laggiù al traguardo
per poter dire:
Ho vinto, ci sono anch’io.
Ci sono macchie indelebili
su un muro della mia vita
che si chiedono ancora.
Perché non vivi?

Perché non ci sei anche tu?

mercoledì 14 dicembre 2016

A volte ci penso....Costantino Posa


La vita è
come un treno
che passa veloce.
Ce la fa solo 
chi sale su.
Gli altri aspettano
che da lassù
qualcuno
li riporti a casa.

ORA è NATALE.


Non credo tu possa dormire,
al diavolo chi ha detto che sei andata.
Da tempo ho smesso di fumare illusioni,
... non puoi lasciarmi proprio ora.
Fuori è tutto bianco,
le luci di Natale sono più di quelle di ieri.
Di vincotto e miele è fatto
il fumo di quel camino,
mentre il cuore, fino in fondo,
aspetta che tu ti giri.
E' Natale, non puoi andartene
e far solo male, smettila
di far finta di morire.
Io ho smesso di accantonare delusioni,
fuori è tutto bianco,
le luci spente del tempo che va,
ora sono più splendenti.
Ora è Natale.

martedì 6 dicembre 2016

SORPRESE INDECENTI.




Questa primavera dai mille risvolti.
Ogni anno diversa, ogni anno puntuale.
Arriva subito dopo la neve soffice
senza fare rumore.
Ogni anno porta via con se qualcuno di noi.
Primavera stagione della rinascita
porta con se, anche, una bella lista nera.
Le campane a festa contano ben poco
Il momento no può aspettare,
se non è un giorno può essere l’altro
e non serve recriminare.
Le vie del rientro concedono gialle mimose
e mandorli in fiore e per tanti, ferite nel cuore.
Le idi di marzo e le odi d’aprile
son sempre serviti al migrare delle rondini,
mentre, se vuoi, i calici da sempre
riempiti di nobili vini.
Continue sorprese ci tolgono il respiro,
cercando forse dolci fondenti di giorni passati
in attese felici, ma poi ci pensi e ripeti in silenzio
tutto quel che dici.
A volte si è tanto contenti,
che fa se ogni tanto ci si morde la lingua tra i denti.
Questa primavera ci lascia sconvolti

ma il cuore ogni anno, da solo, ci spera.

domenica 4 dicembre 2016

MAMMA DUE VOLTE...Costantino Posa


In un giorno d’inverno che gela,
ti parla il vento
che proviene dal tempo.
Ti dice: sospesi nell’aria,
i ricordi, quelli belli,
ti fanno gioire.
I sogni sono
poesie notturne
che si fanno inseguire
tra le brezze serali
di una mamma in esilio.
Una mamma due volte.
Come posso dimenticarle?
In un giorno d’inverno
non oso neanche voltarmi.
Il vento che viene dal mare
cosparso di soli riflessi
ti dice: io sono felice.
Come posso non ricordare?
Straniero portato dal vento,
i ricordi, quelli belli,
si fanno sentire.
I sogni, sospesi nell’aria,
ti fanno gioire.

venerdì 2 dicembre 2016

FIOCCHI DI POESIA...Costantino Posa



Ci sono pensieri
che a volte tornano
senza mai essere invadenti.
Ci sono pensieri
che per amor di chi li accoglie
si affidano ai sentimenti.
Ci sono pensieri
che collimano ai pentimenti
e poi ci sono quelli
che nel vibrar del tempo
si agitano e si trasformano
in tanti versi veri.
Ci sono pensieri
che inseguono la gente.
Ce ne sono tanti altri
che aspettano in disparte.
Presto il silenzio
si prenderà ogni cosa.
Resteranno solo quelli
tra le mie labbra e il cuore
e come la neve tenua,
senza fretta

si poseranno ancora.

lunedì 28 novembre 2016

INUTILI ATTESE.



Incosciente
come il cuore
che non si arrende.
Ma gli occhi si son chiusi.
Ho detto al mio tempo
di aspettare
e all’oscurità
di accendersi per un attimo.
Quegli occhi che si chiudono
la vedono arrivare
Tra la nebbia e l’aurora
per poi spalancarsi
e non trovare nulla,
neanche l’incoscienza
di riprendere a camminare.
Ho tanta luce dentro
ma lei che è cosciente
non sa più tornare.


sabato 26 novembre 2016

TI MERITAVI Più DI UN VOLO...Costantino Posa



Me la prendo con il sole
che non ti ha aspettata.
Con tutte le stagioni
che ti hanno dimenticata.
Con tutte le parole che ti hanno ferita.
Me la prendo con le spalle
che non si sono più girate.
Con gli amici
che ti hanno riso in faccia.
Me la prendo con i treni
che non si sono mai fermati
e i semafori rimasti
per sempre rossi.
Me la prendo con le ali
e con i pensieri ingrati
che non ti hanno mai sollevata.
Me la prendo con il tempo
che non ha mai capito
e con il vento

che ti ha portata via.

giovedì 24 novembre 2016

PAROLE CHE SCALDANO IL TEMPO.

Quando l’aurora appare
s’illuminano le notti
fino ad allora senza senso.
Una danza di luci che si alternano.
Quasi a sfiorarsi,
come spinte dal vento
si accarezzano l’un l’altra
e poi la brina
come piccole stelle
che si posano sui pensieri
del tempo che non si dà pace.
In lontananza i suoni
e i battiti…tanti
di chi si è allontanato
In un passato di nome addio.
Quando l’aurora appare
è il momento in cui da solo

Penso.

lunedì 21 novembre 2016

UN GIORNO DI NOVEMBRE.

E' difficile non pensare
a quel che accade oggi.
La mia mamma tutta bianca
e il mio papà in nero.
Sono ceri sull'altare.
Mentre i cuori non rallentano.
Io sono contenta,
li ho visti ormai sposati
e i loro cuori dai battiti silenti
non lasciano intravedere
la forte emozione che pian-piano sale su.
E' difficile immaginare
un futuro tutta sola.
Loro sono i miei.
Lei tutta bianca come una sposa,
è la mia mamma.
Lui così brillante, insegue la pancetta,
per me è un super eroe,
il mio buon papà.
E poi ci sono loro, i miei nonni,
come fari, per me che sono piccola,
m'insegnano a sorridere.
Mi sa che questo giorno
è un giorno molto speciale.
Lei è una sposa,
somiglia alla mia mamma
e accanto c'è nel nero
l'ombra di papà.

martedì 15 novembre 2016

GIOVANI ILLUSIONI.



La vita non può fermarsi o non dovrebbe mai fermarsi a metà di una via cittadina. Una serranda deformata è ciò che resta di due giovani vite che non potranno mai più avere un vento tra i capelli.
Tutto diventa così inutile se al mattino che segue non potrà mai risvegliarti. Schiacciare un acceleratore non potrà mai essere il meglio di una serata allegra passata con gli amici.
La vita non è una grande accelerata e tante volte la velocità diventa sorpassata ancor più velocemente da quella signora scura di nome morte e poi l’alcool e la droga, come fossero trasfusioni di sangue.
L’eterna giovinezza non potrà mai avere senso, se poi rimane solo quella.
Poter dire ho vissuto veramente, ho pianto e riso al momento giusto.
Ho amato, come ho amato l’intera vita, fatta anche di capelli bianchi e ossa rotte da quarant’anni di lavoro nero.
La vita è come un bicchiere pieno, non basta svuotarlo troppo presto.
Il meglio può venire anche dopo.
Le voci e i venti di un libro che prima di leggerlo è tanto giusto e saggio doverlo scriverlo per intero.
Non sono bastate le strade tinte di sangue intorno alla nostra città.
Il passato non ha insegnato nulla se le primavere svaniscono ora al centro della nostra città.

Mi sa che ha vinto la sola illusione, quella di credere che la felicità la si trova spesso in tutto quello che conta meno.

VENTO TROPPO FORTE.



Quelle pareti crollate addosso
sono orizzonti che scompaiono
come fa la notte con il giorno.
Quello dopo è ancora peggio.
Non ha il vento tra i capelli.
Non ha vie dentro il cuore.
L’inferno forse è lì
pochi metri sotto terra.
Quei silenzi inaspettati
sono suoni che feriscono,
come fa…a volte
una lama nella schiena.
Quello dopo è ancora peggio.
Tante fitte nei cervelli
sono spine dentro al cuore.
L’inverno forse è lì
poco-poco sotto pelle.
Tante volte è ancora meglio,
come fa il giorno con la notte.
Poi si sa, il cuore che fa tanto
tante volte si riposa.
Fino a quando poi rinviene
frastornato dalle botte.
Ciò che resta sono scie
che pian-piano vanno via
sollevate dal permesso

e da tante scelte mie.

sabato 5 novembre 2016

Autunno perverso.

Non riuscivo a credere ai miei occhi.
La mia casa non era più la mia casa.
La mia terra che sprofonda
inesorabilmente con tanti dei miei sogni.
I miei amici andati via
e tanti mai più ritornati.
E poi il vento dal pianto ininterrotto.
L’albero della vita  con rami contorti
E foglie gialle di futuro ormai inesistente.
I borghi nel mio cuore sono solo diapositive.
Fotocopie di un tempo
ormai tradito e sostituito
dal pianto con tante crepe
e inni alzati al vento.

Di me resterà l’ultimo viaggio.
Quello che mi ha portato via
da quei tremori e polveri.
Non sentirò più i suoni,
ormai nessuno passa più da quelle vie.
Le campane venute giù come pigne,
per la mia terra non suoneranno più.
Solo echi e scricchiolii.
Occhi spalancati tra freddo e gelo,
non riuscirò mai più a credere.
La mia vita che sprofonda
sentirò soltanto il vento
e quei lamenti come fiocchi di neve
si poseranno accanto nel silenzio,
ormai è notte fonda.

AMARA TERRA.



Se fossi nato altrove
Mi sentirei diverso
e mi sentirei di dire:
A volte sono umbro,
colpito dalle travi.
Ferito dentro al cuore
un ultimo respiro
Mentre la mia pelle trema
come corde di chitarra.
Le spie luminose
sono fiori di mimose.
La notte che mi gela a volte dice:
Non posso ogni giorno
cambiare la mia vita.
Sostituirla con i sassi
e le vie infinite
non sono più quelle
che portano laggiù.
Io che ho tanto amato
a volte sento il vento
e se chiudo gli occhi,
ora mi spavento.
Se fossi nato altrove
mi guarderei diverso
mentre la mia pelle rema
insieme a chi di me narra,
che un po’ la terra trema.
Forse me ne andrei

se fossi nato altrove.

mercoledì 12 ottobre 2016

martedì 26 luglio 2016

L'ULTIMO VIALE.


Chissà se l'ultimo viale verso un cielo così cupo
potrà essere così, come quello della foto.
Chissà se la vita stessa di ognuno di noi 
riuscirà a preparare un viale così luminoso.
Sicuramente i ricordi saranno per tutti
come i petali a terra di quest'ultimo viale.
Chissà se tutti riusciremo a meritarci
un viale così luminoso?

martedì 26 aprile 2016

IERI C'ERO.


Forse il tempo riesce a cancellare.
Forse il vento col tempo riesce a far tornare.
Non ricordo quanti erano,
solo oggi mi accorgo di quanti restano.
Alcuni di bianco han dipinto i capelli.
Altri hanno scelto senza, 

sono ancor più belli.
Se non fosse stato per la vita,
oggi qui sarebbe già finita.
E poi non è vero che siam vecchi.
Nei ricordi vigila sempre un pensiero:
Ieri c'ero...ieri ero.
Oggi anch'io ci sono...oggi sono.
Oggi amo chi siamo, anche chi non c'è.
Poi domani se è tempo,
senza fretta ... ripartiamo.

sabato 16 aprile 2016

L'ombra di un addio.


L'addio è un tempo così breve
se la malinconia non teme un ritorno.
Fa che non mi manchi
desideroso di vederla andare via.
Affrettati a sparire e porta via con te
la tua chioma a volte stravagante.
L'addio è un tempo assai lungo
se malinconico aspetto un tuo ritorno.
Fa che non mi stanchi
a fissar quella via.
L'addio, si sa, non ritorna
ma a volte è stravagante
l'apparire di quella chioma.
La malinconia è un'agonia
se l'addio, a volte, non è così breve.

Costantino Posa 16/04/2016

martedì 5 aprile 2016

AD UN AMICO.


Ad uno amico
Mi diceva un giorno me ne andrò e intanto beveva. 
Mi parlava del vino ed intanto fumava.
Rideva del tempo, di noi e di come si era fieri. 
Ma poi, ignari del vento finì che questo era già ieri.

sabato 2 aprile 2016

UNA NEVE DIVERSA.


Inverno un pò maledetto.
Mai arrivato veramente.
I miei versi mai urlati.
Mai ascoltati.
Se il vento li scuote
talvolta appaiono opachi.
Hanno tutti ferite sul dorso.
Nessuno più li può fermare.
Nessuno più s'accorge
dei suoi continui lamenti.
Solo un fremito di voce
sul passo sospeso del tempo
ripete quei versi lievi.
Non potrò mai scordare
quei veli dei tuoi pensieri
e i tuoni che ti hanno condotto.
Inverno un pò interdetto
te lo sei meritato.
Hai lasciato agli altri
il vento caldo
degli eventi perfetti.
Per me soltanto neve
dolce che si posa
sui binari e vagoni
in fermento delle stagioni
e di quelle ragioni
senza riposo
che hanno prodotto
un inverno un pò imperfetto.
Quanti versi come ululati!!

mercoledì 30 marzo 2016

QUEL P...NELLO SPECCHIO


E' strano domani guardandomi allo specchio,
per la prima volta mi sono chiesto:
Sai cosa vorrei?
per un pò sono rimasto perplesso.
l'altro, la mia immagine riflessa,
mi fissava, un pò accigliato.
Chissà cosa pensava?
per un pò l'ho fissato anch'io.
di colpo mi è venuto spontaneo chiedergli:
Perché non parli?
Perché non mi chiedi cosa vorrei.
Sono tanti anni che mi vivi accanto.
freddo, taciturno,
certe volte vorrei prenderti a schiaffi.
Mai una volta che ti ribelli.
Mai una emozione.
Senza batticuori. Mai una lacrima.
Un rimpianto. Un urlo di gioia.
Credi che per me sia stato facile?
Tanti anni, tanti sbalzi,
tanti addii, tanta rabbia.
Euforia alle stelle.
Mentre tu vegeti sulla luna.
Non vedi che il tempo passa.
Non ti accorgi che chi è andato non ritorna.
Nonostante la tua calma
a volte mi sembri più vecchio di quel che sono io.
Fai bene a non parlare,
almeno non ti pentirai di sbagliare.
Ora te lo posso dire, vorrei che tu parlassi,
almeno una volta, prima che esco da quella porta.
Altrimenti spengo quella luce,
lasciandoti ancora al buio a piangere la tua sorte.

giovedì 24 marzo 2016

Versi di Costantino Posa


INTOLLERANZE
Nei tuoi occhi pioggia come inchiostro
che non ha trovato pagine
dove poter scrivere dei limiti del tempo.
Nel tuo cuore vento come foglie
che non hanno mai trovato rami dove fermarsi.
Sulla tua pelle gelo come neve
scesa dai tuoi pensieri.
Nella tua mente muro come pareti
che non lasciano vedere che di là c’è lei
in attesa dei tuoi versi
e dei morsi sulla pelle.
Non hai mai pensato
che di là oltre il nulla
ci può essere l’urlo
del futuro mai sperato.
Nei tuoi occhi solo pioggia come lacrime
generate dai brividi mancati.
Nel tuo cuore sento voglie
che non hai mai provato.
Dio solo sa quanto ti è mancato.

TUTTO è VITA.
Nel libro dei miei pensieri
C’è tutto quello che m’importa.
Le ferite della gente
Che rilegano ogni pagina.
Di rosso il tradimento
e le lacrime del pentimento.
Le gioie, come feste contadine
e le siepi del mistero
Che rende forte la mia vita.
Le parole come frecce indovinate
e le risposte come aghi in un pagliaio.
Le pareti che delimitano
e il vento che travolge.
Spinge forte, non si ferma.
A volte supera la mente.
I ponti che collegano
e i dirupi che inghiottano.
Le pagine che si staccano
Sono le stagioni che passano.
Mentre i visi e le voci
Sono stelle del firmamento.
Alla morte dico aspetta.
Aspetta ancora un momento.


QUEI SILENZI CHE NON SANNO MENTIRE.
Ci sono parole che ci confondono.
Ci fanno sentire più soli.
Si nascondono nei silenzi.
Ci fanno sentire impotenti.
Ci sono parole urlate al vento.
Sfuggono via.
Ci sono parole che non hanno senso.
Usate spesso senza ritegno.
Ci sono parole come piatti in faccia.
S’inventano il dire.
Ci portano via
da chi non vuol capire.
Ci sono parole come lame.
Sottili tra le gole tagliate
e stendardi al sole neri.
Sembrano rossi di vergogne e fuoco.


LE CAMPANE SUONERANNO ANCORA.
Natale senza renne
E neve bianca.
I fuochi d’artificio
L’uomo inerme
Li ha subiti tutto l’anno.
Natale piange
La mancanza di umanità
Come il vento caldo
Di un deserto
Che si ostina
Ad essere viltà.
l‘occidente è un serpente
e l’oriente è la sua testa.
E’ questione di mentalità.
Chi si esalta è fuori tempo.
Chi si fa saltare
era già assente prima per metà.
Natale senza penne
e Biancaneve.
Natale urla.
Si sente un po’ dimenticato.
Natale geme.
Si aspetta la bontà
o almeno un po’ di pietà.


SFUMATURE DI VOCI.
La brezza solleva il tempo
Oltre un filo forsennato
del non sempre è possibile.
A dettar legge il vento.
Solo lui sa quando è il momento
di spingere oltre.
Nel silenzio c’è sempre un tono
che ci dice dove andare
e le spine diventate morbide
non sanno più ferire
se di là c’è la luce
che nel buio scalda il cuore.
Quante voci si son perse
tra le nubi, ormai non ci penso
se la brezza, vento debole
fa leva al tempo.
Quel passaggio graduale
tra una voce e l’altra
ci dice, oltre un filo spinato.

Tutto è ancora possibile.

mercoledì 16 marzo 2016

SE MIGRAR.


Era ieri, dalla mia terra rossa
di speranza, vergogna e sangue
coperta a tratti dalle ombre,
bagnata dalle lacrime
di un dover scappare via
a tutti i costi.
Un prezzo da pagare
per non dover mai più
scrivere nella sabbia
che il vento adirato
per rabbia cancella via.
Non era solo l'uomo
e la donna da salvare,
ma le parole e idee
da urlare e di diritto
da tramandare.
Chissà perché ieri scacciata
esiliata come l'oggi evitata
o a stento accettata.
Ho anch'io sangue rosso d'occidente
piango, soffro, muoio e se posso
torno a morir ancor d'oriente.

venerdì 19 febbraio 2016

NON SMETTERO' MAI.


Giorni senza vento per un'età che si difende.
Autunno senza foglia che cade.
Estate gelida, sembra inverno.
I pensieri aggrappati alla fede
e la primavera che spera e ride.
Mentre l'eco ripete: "Farò di te un brivido"
che lascerà la pelle senza un livido.
"Dilaterò i tuoi occhi"
che vedranno ancora oltre
e le campane cambieranno il suono
in versi che apriranno porte
per tanto tempo chiuse.
Come lo sono state in parte
le rosee frenesie di un cuore senza voglie.
Giorni senza agende per un'età che non chiede,
mentre urla l'eco: "Farò di te un viso"
che lascerà per sempre un sorriso.
Un brivido sulla pelle
e le labbra ancor socchiuse
per un'età che ancor si difende.

domenica 14 febbraio 2016

SFUMATURE DI VOCI.

La brezza solleva il tempo
oltre un filo forsennato
del non sempre è possibile.
A dettar legge il vento.
Lui sa quando è il momento
di spingere oltre.
Nel silenzio c'è sempre un tono
che ci dice dove andare
e le spine diventate morbide
non sanno più ferire
se di là c'è la luce
che nel buio scalda il cuore.
Quante voci si son perse
tra le nubi, ormai non ci penso
se la brezza, vento debole
fa leva al tempo.
Quel passaggio graduale
tra una voce e l'altra
ci dice,
oltre un filo spinato.
tutto è ancora possibile.

giovedì 11 febbraio 2016

IL TEMPO NON TORNA.


Il tempo non torna.
Il tempo vola e non torna più.
Il tempo accarezza la mente.
Il tempo dimentica il tempo.
Te ne accorgi quando il sole non scalda più.
Le lacrime di ogni nuvola continuano a venire giù.
Te ne accorgi quando non ti riconosci più nello specchio.
Quando la tua voce torna indietro senza risposta.
Te ne accorgi quando tutto accade intorno a te.
Quando tu non fai più parte di tutto ciò che accade.
Sono altri gli attori.
Te ne accorgi quando guardando avanti,
vedi soltanto un passato.
Quando vivi spesso, soltanto di ricordi.
Quando vivi spesso cercando qualcuno
Che ormai non c’è più.
Qualcuno che è via con il tempo.

giovedì 4 febbraio 2016

TUTTO E' VITA.


Nel libro dei miei pensieri
c'è tutto quello che m'importa.
Le ferite della gente
che rilegano ogni pagina.
Di rosso il tradimento
e le lacrime del pentimento.
Le gioie, come feste contadine
e le siepi del mistero
che rende forte la mia vita.
Le parole come frecce indovinate
e le risposte come aghi in un pagliaio.
Le pareti che delimitano
e il vento che travolge,
spinge forte, non si ferma,
a volte supera la mente.
I ponti che collegano
e i dirupi che inghiottano.
Le pagine che si staccano
sono le stagioni che passano
mentre i visi e le voci
sono stelle del firmamento.
Alla morte dico aspetta.
aspetta ancora un momento.

venerdì 29 gennaio 2016

QUEI SILENZI CHE NON SANNO MENTIRE.


Ci sono parole che ci confondono.
Ci fanno sentire più soli.
Si nascondono nei silenzi.
Ci fanno sentire impotenti.

Ci sono parole urlate al vento.
Sfuggono via.
Ci sono parole che non hanno senso.
Usate spesso senza ritegno.

Ci sono parole come piatti in faccia.
S'inventano il dire.
Ci portano via da chi non vuol capire.

Ci sono parole come lame sottili
tra le gole tagliate
e stendardi al sole neri.
Sembrano rossi di vergogne e fuoco.

mercoledì 13 gennaio 2016

QUEI SILENZI CHE NON SANNO MENTIRE.


Ci sono parole che ci confondono.
Ci fanno sentire più soli.
Si nascondono nei silenzi.
Ci fanno sentire impotenti.

Ci sono parole urlate al vento.
Sfuggono via.
Ci sono parole che non hanno senso,
usate spesso senza ritegno.

Ci sono parole come piatti in faccia.
S'inventano il dire.
Ci portano via da chi
non vuol capire.

Ci sono parole come lame.
Sottili tra le gole tagliate
e stendardi al sole neri.
Sembrano rossi di vergogne e fuoco.