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ULTIMI GIORNI.

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Un anno che va via,
porta con se i brividi della pelle,
mentre per chi resta...resta il pianto.
Quante gocce salmastre
scendono sul viso in cerca di un perchè.
Odo ancora i botti maleducati
che hanno infranto il sorriso
e l'odor di festa
di quest'ultimo dicembre.
Natale dei mercatini e delle ossa rotte.
Quante inutilità nella mente dei diversi.
Natale è fatto per dimenticare.
Natale è fatto per accettare
le ferite in fondo al cuore.
Sciocco chi ha deciso di buttarsi via.
Natale è fatto per ritrovarsi,
non per umiliarsi.
Vorrei che fosse sempre Natale
ad illuminare il viso.
Di quei botti che ho sentito
resterà solo fumo e lacrime
di quest'anno che va via.

Frammenti di vetro.

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OGGI SARA' DIVERSO.

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Stamattina sarà diverso,
il sole sorgerà più tardi:
Sarà la luce che brillerà per sempre.
Sarà la voce che ti spronerà sempre.
Sarà la forza che ti sosterrà sempre.
Sarà una stella in alto al cuore.
Sarà un pensiero fisso: Amore.
Avrà per sempre un nome,
per te perderà l'accento,
sarà sempre e soltanto 
sarà Sara.

INTONACI DISPERSI.

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C’è un muro della mia vita dove a stento si leggono tante date sovrapposte. Le morti di oggi coprono quelle di ieri e le dita delle mani intente ad asciugare lacrime incredule che ci dicono: Non basta correre per sentirsi più veloci. Tu puoi anche sorpassarmi come un lampo ma poi ci devi arrivare laggiù al traguardo per poter dire: Ho vinto, ci sono anch’io. Ci sono macchie indelebili su un muro della mia vita che si chiedono ancora. Perché non vivi?
Perché non ci sei anche tu?

A volte ci penso....Costantino Posa

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La vita è
come un treno
che passa veloce.
Ce la fa solo 
chi sale su.
Gli altri aspettano
che da lassù
qualcuno
li riporti a casa.

ORA è NATALE.

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Non credo tu possa dormire,
al diavolo chi ha detto che sei andata.
Da tempo ho smesso di fumare illusioni,
... non puoi lasciarmi proprio ora.
Fuori è tutto bianco,
le luci di Natale sono più di quelle di ieri.
Di vincotto e miele è fatto
il fumo di quel camino,
mentre il cuore, fino in fondo,
aspetta che tu ti giri.
E' Natale, non puoi andartene
e far solo male, smettila
di far finta di morire.
Io ho smesso di accantonare delusioni,
fuori è tutto bianco,
le luci spente del tempo che va,
ora sono più splendenti.
Ora è Natale.

SORPRESE INDECENTI.

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Questa primavera dai mille risvolti. Ogni anno diversa, ogni anno puntuale. Arriva subito dopo la neve soffice senza fare rumore. Ogni anno porta via con se qualcuno di noi. Primavera stagione della rinascita porta con se, anche, una bella lista nera. Le campane a festa contano ben poco Il momento no può aspettare, se non è un giorno può essere l’altro e non serve recriminare. Le vie del rientro concedono gialle mimose e mandorli in fiore e per tanti, ferite nel cuore. Le idi di marzo e le odi d’aprile son sempre serviti al migrare delle rondini, mentre, se vuoi, i calici da sempre riempiti di nobili vini. Continue sorprese ci tolgono il respiro, cercando forse dolci fondenti di giorni passati in attese felici, ma poi ci pensi e ripeti in silenzio tutto quel che dici. A volte si è tanto contenti, che fa se ogni tanto ci si morde la lingua tra i denti. Questa primavera ci lascia sconvolti
ma il cuore ogni anno, da solo, ci spera.

MAMMA DUE VOLTE...Costantino Posa

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In un giorno d’inverno che gela,
ti parla il vento
che proviene dal tempo.
Ti dice: sospesi nell’aria,
i ricordi, quelli belli,
ti fanno gioire.
I sogni sono
poesie notturne
che si fanno inseguire
tra le brezze serali
di una mamma in esilio.
Una mamma due volte.
Come posso dimenticarle?
In un giorno d’inverno
non oso neanche voltarmi.
Il vento che viene dal mare
cosparso di soli riflessi
ti dice: io sono felice.
Come posso non ricordare?
Straniero portato dal vento,
i ricordi, quelli belli,
si fanno sentire.
I sogni, sospesi nell’aria,
ti fanno gioire.

FIOCCHI DI POESIA...Costantino Posa

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Ci sono pensieri che a volte tornano senza mai essere invadenti. Ci sono pensieri che per amor di chi li accoglie si affidano ai sentimenti. Ci sono pensieri che collimano ai pentimenti e poi ci sono quelli che nel vibrar del tempo si agitano e si trasformano in tanti versi veri. Ci sono pensieri che inseguono la gente. Ce ne sono tanti altri che aspettano in disparte. Presto il silenzio si prenderà ogni cosa. Resteranno solo quelli tra le mie labbra e il cuore e come la neve tenua, senza fretta
si poseranno ancora.

INUTILI ATTESE.

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Incosciente come il cuore che non si arrende. Ma gli occhi si son chiusi. Ho detto al mio tempo di aspettare e all’oscurità di accendersi per un attimo. Quegli occhi che si chiudono la vedono arrivare Tra la nebbia e l’aurora per poi spalancarsi e non trovare nulla, neanche l’incoscienza di riprendere a camminare. Ho tanta luce dentro ma lei che è cosciente non sa più tornare.

TI MERITAVI Più DI UN VOLO...Costantino Posa

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Me la prendo con il sole che non ti ha aspettata. Con tutte le stagioni che ti hanno dimenticata. Con tutte le parole che ti hanno ferita. Me la prendo con le spalle che non si sono più girate. Con gli amici che ti hanno riso in faccia. Me la prendo con i treni che non si sono mai fermati e i semafori rimasti per sempre rossi. Me la prendo con le ali e con i pensieri ingrati che non ti hanno mai sollevata. Me la prendo con il tempo che non ha mai capito e con il vento
che ti ha portata via.
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PAROLE CHE SCALDANO IL TEMPO.
Quando l’aurora appare s’illuminano le notti fino ad allora senza senso. Una danza di luci che si alternano. Quasi a sfiorarsi, come spinte dal vento si accarezzano l’un l’altra e poi la brina come piccole stelle che si posano sui pensieri del tempo che non si dà pace. In lontananza i suoni e i battiti…tanti di chi si è allontanato In un passato di nome addio. Quando l’aurora appare è il momento in cui da solo
Penso.

UN GIORNO DI NOVEMBRE.

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E' difficile non pensare
a quel che accade oggi.
La mia mamma tutta bianca
e il mio papà in nero.
Sono ceri sull'altare.
Mentre i cuori non rallentano.
Io sono contenta,
li ho visti ormai sposati
e i loro cuori dai battiti silenti
non lasciano intravedere
la forte emozione che pian-piano sale su.
E' difficile immaginare
un futuro tutta sola.
Loro sono i miei.
Lei tutta bianca come una sposa,
è la mia mamma.
Lui così brillante, insegue la pancetta,
per me è un super eroe,
il mio buon papà.
E poi ci sono loro, i miei nonni,
come fari, per me che sono piccola,
m'insegnano a sorridere.
Mi sa che questo giorno
è un giorno molto speciale.
Lei è una sposa,
somiglia alla mia mamma
e accanto c'è nel nero
l'ombra di papà.

GIOVANI ILLUSIONI.

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La vita non può fermarsi o non dovrebbe mai fermarsi a metà di una via cittadina. Una serranda deformata è ciò che resta di due giovani vite che non potranno mai più avere un vento tra i capelli. Tutto diventa così inutile se al mattino che segue non potrà mai risvegliarti. Schiacciare un acceleratore non potrà mai essere il meglio di una serata allegra passata con gli amici. La vita non è una grande accelerata e tante volte la velocità diventa sorpassata ancor più velocemente da quella signora scura di nome morte e poi l’alcool e la droga, come fossero trasfusioni di sangue. L’eterna giovinezza non potrà mai avere senso, se poi rimane solo quella. Poter dire ho vissuto veramente, ho pianto e riso al momento giusto. Ho amato, come ho amato l’intera vita, fatta anche di capelli bianchi e ossa rotte da quarant’anni di lavoro nero. La vita è come un bicchiere pieno, non basta svuotarlo troppo presto. Il meglio può venire anche dopo. Le voci e i venti di un libro che prima di legg…

VENTO TROPPO FORTE.

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Quelle pareti crollate addosso sono orizzonti che scompaiono come fa la notte con il giorno. Quello dopo è ancora peggio. Non ha il vento tra i capelli. Non ha vie dentro il cuore. L’inferno forse è lì pochi metri sotto terra. Quei silenzi inaspettati sono suoni che feriscono, come fa…a volte una lama nella schiena. Quello dopo è ancora peggio. Tante fitte nei cervelli sono spine dentro al cuore. L’inverno forse è lì poco-poco sotto pelle. Tante volte è ancora meglio, come fa il giorno con la notte. Poi si sa, il cuore che fa tanto tante volte si riposa. Fino a quando poi rinviene frastornato dalle botte. Ciò che resta sono scie che pian-piano vanno via sollevate dal permesso
e da tante scelte mie.

Autunno perverso.

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Non riuscivo a credere ai miei occhi. La mia casa non era più la mia casa. La mia terra che sprofonda inesorabilmente con tanti dei miei sogni. I miei amici andati via e tanti mai più ritornati. E poi il vento dal pianto ininterrotto. L’albero della vita  con rami contorti E foglie gialle di futuro ormai inesistente. I borghi nel mio cuore sono solo diapositive. Fotocopie di un tempo ormai tradito e sostituito dal pianto con tante crepe e inni alzati al vento.

Di me resterà l’ultimo viaggio. Quello che mi ha portato via da quei tremori e polveri. Non sentirò più i suoni, ormai nessuno passa più da quelle vie. Le campane venute giù come pigne, per la mia terra non suoneranno più. Solo echi e scricchiolii. Occhi spalancati tra freddo e gelo, non riuscirò mai più a credere. La mia vita che sprofonda sentirò soltanto il vento e quei lamenti come fiocchi di neve si poseranno accanto nel silenzio, ormai è notte fonda.

AMARA TERRA.

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Se fossi nato altrove Mi sentirei diverso e mi sentirei di dire: A volte sono umbro, colpito dalle travi. Ferito dentro al cuore un ultimo respiro Mentre la mia pelle trema come corde di chitarra. Le spie luminose sono fiori di mimose. La notte che mi gela a volte dice: Non posso ogni giorno cambiare la mia vita. Sostituirla con i sassi e le vie infinite non sono più quelle che portano laggiù. Io che ho tanto amato a volte sento il vento e se chiudo gli occhi, ora mi spavento. Se fossi nato altrove mi guarderei diverso mentre la mia pelle rema insieme a chi di me narra, che un po’ la terra trema. Forse me ne andrei
se fossi nato altrove.
http://illentomutar.blogspot.com/2015/05/casa-bianca.html

L'ULTIMO VIALE.

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Chissà se l'ultimo viale verso un cielo così cupo
potrà essere così, come quello della foto.
Chissà se la vita stessa di ognuno di noi 
riuscirà a preparare un viale così luminoso.
Sicuramente i ricordi saranno per tutti
come i petali a terra di quest'ultimo viale.
Chissà se tutti riusciremo a meritarci
un viale così luminoso?
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IERI C'ERO.

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Forse il tempo riesce a cancellare.
Forse il vento col tempo riesce a far tornare.
Non ricordo quanti erano,
solo oggi mi accorgo di quanti restano.
Alcuni di bianco han dipinto i capelli.
Altri hanno scelto senza, 
sono ancor più belli.
Se non fosse stato per la vita,
oggi qui sarebbe già finita.
E poi non è vero che siam vecchi.
Nei ricordi vigila sempre un pensiero:
Ieri c'ero...ieri ero.
Oggi anch'io ci sono...oggi sono.
Oggi amo chi siamo, anche chi non c'è.
Poi domani se è tempo,
senza fretta ... ripartiamo.

L'ombra di un addio.

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L'addio è un tempo così breve
se la malinconia non teme un ritorno.
Fa che non mi manchi
desideroso di vederla andare via.
Affrettati a sparire e porta via con te
la tua chioma a volte stravagante.
L'addio è un tempo assai lungo
se malinconico aspetto un tuo ritorno.
Fa che non mi stanchi
a fissar quella via.
L'addio, si sa, non ritorna
ma a volte è stravagante
l'apparire di quella chioma.
La malinconia è un'agonia
se l'addio, a volte, non è così breve.

Costantino Posa 16/04/2016

AD UN AMICO.

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Ad uno amico Mi diceva un giorno me ne andrò e intanto beveva.  Mi parlava del vino ed intanto fumava. Rideva del tempo, di noi e di come si era fieri.  Ma poi, ignari del vento finì che questo era già ieri.

UNA NEVE DIVERSA.

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Inverno un pò maledetto.
Mai arrivato veramente.
I miei versi mai urlati.
Mai ascoltati.
Se il vento li scuote
talvolta appaiono opachi.
Hanno tutti ferite sul dorso.
Nessuno più li può fermare.
Nessuno più s'accorge
dei suoi continui lamenti.
Solo un fremito di voce
sul passo sospeso del tempo
ripete quei versi lievi.
Non potrò mai scordare
quei veli dei tuoi pensieri
e i tuoni che ti hanno condotto.
Inverno un pò interdetto
te lo sei meritato.
Hai lasciato agli altri
il vento caldo
degli eventi perfetti.
Per me soltanto neve
dolce che si posa
sui binari e vagoni
in fermento delle stagioni
e di quelle ragioni
senza riposo
che hanno prodotto
un inverno un pò imperfetto.
Quanti versi come ululati!!

QUEL P...NELLO SPECCHIO

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E' strano domani guardandomi allo specchio,
per la prima volta mi sono chiesto:
Sai cosa vorrei?
per un pò sono rimasto perplesso.
l'altro, la mia immagine riflessa,
mi fissava, un pò accigliato.
Chissà cosa pensava?
per un pò l'ho fissato anch'io.
di colpo mi è venuto spontaneo chiedergli:
Perché non parli?
Perché non mi chiedi cosa vorrei.
Sono tanti anni che mi vivi accanto.
freddo, taciturno,
certe volte vorrei prenderti a schiaffi.
Mai una volta che ti ribelli.
Mai una emozione.
Senza batticuori. Mai una lacrima.
Un rimpianto. Un urlo di gioia.
Credi che per me sia stato facile?
Tanti anni, tanti sbalzi,
tanti addii, tanta rabbia.
Euforia alle stelle.
Mentre tu vegeti sulla luna.
Non vedi che il tempo passa.
Non ti accorgi che chi è andato non ritorna.
Nonostante la tua calma
a volte mi sembri più vecchio di quel che sono io.
Fai bene a non parlare,
almeno non ti pentirai di sbagliare.
Ora te lo posso dire, vorrei che tu parlassi,
almeno una volta, prima che esco da quella porta.
Altrimenti spe…

Versi di Costantino Posa

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INTOLLERANZE Nei tuoi occhi pioggia come inchiostro che non ha trovato pagine dove poter scrivere dei limiti del tempo. Nel tuo cuore vento come foglie che non hanno mai trovato rami dove fermarsi. Sulla tua pelle gelo come neve scesa dai tuoi pensieri. Nella tua mente muro come pareti che non lasciano vedere che di là c’è lei in attesa dei tuoi versi e dei morsi sulla pelle. Non hai mai pensato che di là oltre il nulla ci può essere l’urlo del futuro mai sperato. Nei tuoi occhi solo pioggia come lacrime generate dai brividi mancati. Nel tuo cuore sento voglie che non hai mai provato. Dio solo sa quanto ti è mancato.
TUTTO è VITA. Nel libro dei miei pensieri C’è tutto quello che m’importa. Le ferite della gente Che rilegano ogni pagina. Di rosso il tradimento e le lacrime del pentimento. Le gioie, come feste contadine e le siepi del mistero Che rende forte la mia vita. Le parole come frecce indovinate e le risposte come aghi in un pagliaio. Le pareti che delimitano e il vento che travo…

SE MIGRAR.

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Era ieri, dalla mia terra rossa
di speranza, vergogna e sangue
coperta a tratti dalle ombre,
bagnata dalle lacrime
di un dover scappare via
a tutti i costi.
Un prezzo da pagare
per non dover mai più
scrivere nella sabbia
che il vento adirato
per rabbia cancella via.
Non era solo l'uomo
e la donna da salvare,
ma le parole e idee
da urlare e di diritto
da tramandare.
Chissà perché ieri scacciata
esiliata come l'oggi evitata
o a stento accettata.
Ho anch'io sangue rosso d'occidente
piango, soffro, muoio e se posso
torno a morir ancor d'oriente.

NON SMETTERO' MAI.

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Giorni senza vento per un'età che si difende.
Autunno senza foglia che cade.
Estate gelida, sembra inverno.
I pensieri aggrappati alla fede
e la primavera che spera e ride.
Mentre l'eco ripete: "Farò di te un brivido"
che lascerà la pelle senza un livido.
"Dilaterò i tuoi occhi"
che vedranno ancora oltre
e le campane cambieranno il suono
in versi che apriranno porte
per tanto tempo chiuse.
Come lo sono state in parte
le rosee frenesie di un cuore senza voglie.
Giorni senza agende per un'età che non chiede,
mentre urla l'eco: "Farò di te un viso"
che lascerà per sempre un sorriso.
Un brivido sulla pelle
e le labbra ancor socchiuse
per un'età che ancor si difende.

SFUMATURE DI VOCI.

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La brezza solleva il tempo
oltre un filo forsennato
del non sempre è possibile.
A dettar legge il vento.
Lui sa quando è il momento
di spingere oltre.
Nel silenzio c'è sempre un tono
che ci dice dove andare
e le spine diventate morbide
non sanno più ferire
se di là c'è la luce
che nel buio scalda il cuore.
Quante voci si son perse
tra le nubi, ormai non ci penso
se la brezza, vento debole
fa leva al tempo.
Quel passaggio graduale
tra una voce e l'altra
ci dice,
oltre un filo spinato.
tutto è ancora possibile.

IL TEMPO NON TORNA.

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Il tempo non torna.
Il tempo vola e non torna più.
Il tempo accarezza la mente.
Il tempo dimentica il tempo.
Te ne accorgi quando il sole non scalda più.
Le lacrime di ogni nuvola continuano a venire giù.
Te ne accorgi quando non ti riconosci più nello specchio.
Quando la tua voce torna indietro senza risposta.
Te ne accorgi quando tutto accade intorno a te.
Quando tu non fai più parte di tutto ciò che accade.
Sono altri gli attori.
Te ne accorgi quando guardando avanti,
vedi soltanto un passato.
Quando vivi spesso, soltanto di ricordi.
Quando vivi spesso cercando qualcuno
Che ormai non c’è più.
Qualcuno che è via con il tempo.

TUTTO E' VITA.

Nel libro dei miei pensieri
c'è tutto quello che m'importa.
Le ferite della gente
che rilegano ogni pagina.
Di rosso il tradimento
e le lacrime del pentimento.
Le gioie, come feste contadine
e le siepi del mistero
che rende forte la mia vita.
Le parole come frecce indovinate
e le risposte come aghi in un pagliaio.
Le pareti che delimitano
e il vento che travolge,
spinge forte, non si ferma,
a volte supera la mente.
I ponti che collegano
e i dirupi che inghiottano.
Le pagine che si staccano
sono le stagioni che passano
mentre i visi e le voci
sono stelle del firmamento.
Alla morte dico aspetta.
aspetta ancora un momento.

QUEI SILENZI CHE NON SANNO MENTIRE.

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Ci sono parole che ci confondono.
Ci fanno sentire più soli.
Si nascondono nei silenzi.
Ci fanno sentire impotenti.

Ci sono parole urlate al vento.
Sfuggono via.
Ci sono parole che non hanno senso.
Usate spesso senza ritegno.

Ci sono parole come piatti in faccia.
S'inventano il dire.
Ci portano via da chi non vuol capire.

Ci sono parole come lame sottili
tra le gole tagliate
e stendardi al sole neri.
Sembrano rossi di vergogne e fuoco.

QUEI SILENZI CHE NON SANNO MENTIRE.

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Ci sono parole che ci confondono.
Ci fanno sentire più soli.
Si nascondono nei silenzi.
Ci fanno sentire impotenti.

Ci sono parole urlate al vento.
Sfuggono via.
Ci sono parole che non hanno senso,
usate spesso senza ritegno.

Ci sono parole come piatti in faccia.
S'inventano il dire.
Ci portano via da chi
non vuol capire.

Ci sono parole come lame.
Sottili tra le gole tagliate
e stendardi al sole neri.
Sembrano rossi di vergogne e fuoco.