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Visualizzazione dei post da Settembre, 2015

LE VIE DEL TEMPO INFINITO.

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Quelle strade sembrano non finire mai. Ma non sono solo a senso unico qualche volta tornano e raccontano. Parlano delle storie infinite e di tanti amori stroncati. Parlano dell'incapacità dell'uomo di essere in ogni tempo, uomo.
Parlano delle vergogne che hanno cancellato persino le ombre dei mille carnefici. Parlano dei treni e dei binari inghiottiti dai forni. Parlano dei fili spinati e delle menzogne. Parlano dei ricordi, le urla che non smettono mai di urlare
e della speranza che tutto questo possa servire.

IL LENTO MUTAR.

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Il lento mutar delle stagioni si dispone in pausa, soave tra il non dimenticare e il pensiero, certo, di un voler riprogrammare sui frammenti tracimati, vinti e sorpassati di tante convinzioni. Un tributo di sangue dovuto per non restare oltre l'amarezza di un voler ricordare a tutti i costi. Le lancette di una vita pensavano di depistare, dietro il visibile dei bei ricordi. Il silenzio intuisce che si tratta soltanto dell'attimo che segue ogni attimo, mi riporta alla sobrietà degli sguardi frequenti per non dover mai soffrire per ogni amore strappato e per non dover semmai rinnegare quelli che ancor debbano venire. Il lento mutar delle stagioni ci fa vivere ancora d'amor del tempo.

LA GIOIA CHE SOSTIENE.

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Il mare che non vedo
è sempre lì e spera.
Sa che i miei versi
non potranno essere sempre gli stessi.
Le orme dei miei passi
saranno sempre meno.
Le ferite aumentate raccontano degli addii
e delle improvvise sterzate.
Le boe di salvataggio,
sempre più lontane.
Sanno che questo maggio
dovrà pur passare
e questa estate dovrà pur lasciare
qualcosa da ricordare.

Sponsorizzata dal tempo.

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Un viaggio senza fretta.
Quello che resta.
Le rughe
le lascio al tempo.
Ogni giorno
si diventa attenti
a quel che va
a quel che passa.
Io esisto
e a quel che si aspetta.
Io ci sono
Sono vento come te.
Io ci vivo
e come te
un giorno andrò via.

BISOGNO DI PRENDERE LUCE

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Non ho fatto in tempo a sentirmi diverso.
Gli altri hanno le mie stesse mani,
tante macchiate di sangue.
Gli altri hanno i miei stessi occhi,
ma per loro esiste solo il nero
come vessilli e camicie.
Gli altri hanno lo stesso cuore,
ma per tanti, battiti diversi.
Gli altri non hanno
mai imparato a nuotare,
solo a soffocare.
Non ho fatto in tempo a sentirmi perfetto.
Solo il vento a soffiare
tra le gole tagliate.
Non lo sono mai stato
prima d'ora vestito d'arancio.
Senza potermi sentire diverso.
Gli altri hanno le mie stesse mani,
ma le usano in modo imperfetto.