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ODI RASSEGNATE.

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le ombre che non vanno via
sono luci del tempo.
A volte lamenti nelle tenebre,
come il vento del non dimenticato.
A volte servono permessi
per non restare soli e fessi.
Pagine rivoltate
di quel vissuto e amato.
come il suono muto
e spesso andato.
Gli amici che vanno via
sono petali di un cuore.
Foglie di un albero
che si staccano pian-piano.
Non si posano accanto,
vanno via con il vento
docile del tempo.
Resta l'alito delle stagioni
e l'eco di tante nostre prigioni.
Gli amici che vanno via
non li vedo,
ma li sento accanto.

LE CAMPANE SUONERANNO ANCORA.

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Natale senza renne e neve bianca.
I fuochi d'artificio, l'uomo inerme
li ha subiti tutto l'anno.
Natale piange la mancanza di umanità.
Come il vento caldo di un deserto
che si ostina ad essere viltà.
L'occidente è un serpente
e l'oriente è la sua testa.
E' questione di mentalità.
Chi si esalta è fuori tempo.
Chi si fa saltare
era già assente per metà.
Natale senza penne e bianca neve.
Natale urla
si sente un pò dimenticato.
Natale geme,
si aspetta la bontà
o almeno un pò di pietà.

QUEL SILENZIO INUTILE.

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I bagliori delle loro penombre...piccole cose inutili rese enormi nel silenzio del non sapere cosa dire. In fondo al mare un immenso oceano di pensieri, stracci umani, ultimi resti di chi non ce la fa e poi non dire: " Sei solo mia" ... se poi taci e non riempi il cuore di tanti miei baci. Non ci sarà mai un silenzio che non faccia mai un gran baccano. Tuona d'impeto lasciato, rimbomba l'eco soffiato nei cuori soli, ad ascoltare il vibrar delle parole caparbiamente tenute strette come fossero gemme preziose a coprire quei battiti se pur impetuosi di tanti amori mai stati veri amori. Calpestati, feriti, spesso sostituiti e facilmente dimenticati.

Libertà per tutti.

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L'uomo ripiegato su se stesso è lo stesso uomo di prima.
Quello che nel poter decidere camminava dritto, sempre avanti.
Quello che ha vissuto, sognato e combattuto.
Quello che ha parlato e ha scelto la sua strada.
Quello che dirà: " Non tornerò più in piedi ",
i miei costretti non vogliono:
Costretto al silenzio.
Costretto alla fuga.
Costretto a sopravvivere.
Costretto a prostituirmi.


Quello che mise nel cuore un sol pensiero: "Libertà".
Ora è tempo di cercare la cordialità di un tempo.
Quella che ad ogni bivio ti dice: "vai di qua o di là"
e se non ti piace, puoi cambiare.
L'uomo ripiegato su se stesso è lo stesso uomo di domani.
Quello che parlerà sempre di un domani.
Quello che lavorerà e potrà stringere le tue mani.
L'uomo ripiegato su se stesso 
è lo stesso uomo di tanti momenti,
precipitato nel panico, mesto, rifugio dei perdenti
per vivere di un unico sol momento di tormenti.

Esistono 5 cose nella vita che non si recuperano:

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Una pietra dopo averla lanciata..
Una parola dopo averla detta..
Un'opportunità dopo averla persa..
Il tempo dopo esser passato..
L'amore per chi non lotta.

CI TENGONO UNITI.

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Ci sono versi perplessi,
sembrano diversi.
Ma sono soltanto versi
magari un pò persi.
sono parole
che parlano di voci.
Sono vele
che sanno trasportare.
Sono piccole comete
che lasciano alzare
gli occhi al cielo.
Sono pensieri
che sanno guidare
verso battiti più forti.
Parlano di noi
e segnano il cammino
fino a quando
l'altro ci è vicino.

SOSPIRO.

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Nasce all'interno di noi stessi.
Quel desiderio di prendere aria.
Come il vento delle stagioni.
A volte lieve.
A volte forte.
Come la notte e il giorno.
Le ali del tempo che va.
Senza ritorno.
Senza inutile rimpianto.
Si diffonde all'esterno.
Come un cambiamento
che non osa cambiare.
Muore, senza un lamento.
Ricorda di noi soltanto
la voglia di prendere aria.
A volte lieve.
A volte, molto forte.
Vorticosamente
sulle ali del vento.

CI PENSO.

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Mi sento come la fine dell'inverno quando il freddo si mescola col tiepido inizio della primavera. Mi sento come un immagine diversa riflessa di uno specchio del tempo. Mi sento come la fine di un inferno quando la vita e la morte si mescolano s'intrecciano come anelli di una catena che non potrà mai dividersi. Mi sento come la forza di un vento che spinge. come pagine di un libro che sa solo raccontare di come sia bella l'aurora. Quella che da sola mi dice: " Ci penso " Sarai per me...Sarai nonno soltanto per me.

L'INVERNO SI TINGE D' AURORA.

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La pioggia era solo un mezzo per non sentirsi aridi.
Mentre i semafori dai colori ribaltati non si spengono mai.
Ci rimane la sete rabbiosa e le forbici
per tagliare tutto quello che non ci sta bene.
Come le cose mai fatte.
Mi prendo la stanchezza, quella data dal tempo.
Un pugno al silenzio, quello che non ha mai detto nulla.
Cerco il tintinnio della pioggia in una luce d'inverno.
Sono le lacrime di gioia per la piccola aurora.

VENTO...Costantino Posa

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Adesso mi dici vento
perché?
non asciugasti, mai, 
le lacrime che versai.
Dov'eri? 
quando il fuoco mi bruciava dentro.
Dov'eri? 
quando quella mano scivolò via.
Mi dici vento
perché?
non portasti ancora,
suoni, profumi, parole e carezze
nei vortici del silenzio
del mio cuore.
Vento
perché?
ogni tanto non fermi
il treno degli addii.
Perché ogni tanto
non spingi controvento
e fai in modo
che almeno lei ritorni.

FOGLIA ARIDA...Costantino Posa

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Scrivevo al vento anche quando era inesistente. Anche nei giorni senza vento. Aspettando inutilmente il cadere di una foglia arida. Ferite mai rimarginate. Fughe senza ritorni. Si è acceso un buio tra i raggi di luce immensa, lasciando soltanto tracce a chi tace e per non dormire pensa.

” I miei tempi lontani “ .

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La mia vita non è stata soltanto lavoro. Ho avuto nel proseguo del mio tempo, tante altre attività. Occupazioni a cui mi sono dedicato nel tempo libero. Da piccolo, come tutti i bimbi, non ho fatto altro che correre dietro a un pallone. Non c’era giorno in cui, come fossimo a Milanello, non si organizzava almeno una partita di calcio. Altrimenti, anche in due o da solo, passavo ore ed ore ad allenarmi. Il mio campetto privato era la strada adiacente alla mia casa. La porta avversaria era il muro delle case vicine. Quanti tiri, quanti vetri rotti, quanti lampioni sbriciolati, quanti gatti occasionalmente venivano presi di mira. Mi esaltava il far parte di una squadra. Il motto era quello dei famosi Moschettieri: “ tutti per uno , uno per tutti ”. Sfide incrociate con rappresentative di altri rioni della mia città. E poi i tornei al campo regolamentare. Campo dove in seguito, crescendo, ho partecipato anche a gare di atletica leggera: cento metri piani, gare di fondo, staffetta e salto …

QUEL SILENZIO INUTILE.

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I bagliori delle loro penombre, piccole cose inutili
rese enormi nel silenzio del non sapere cosa dire.
In fondo al mare un immenso oceano
di pensieri, stracci umani, ultimi resti di chi non ce la fa
e poi non dire: " Sei solo mia" se poi taci
e non riempi il cuore di tanti miei baci.
Non ci sarà mai un silenzio
che non faccia mai un gran baccano.
Tuona d'impeto lasciato, rimbomba l'eco soffiato
nei cuori soli, ad ascoltare il vibrar delle parole
caparbiamente tenute strette come fossero gemme preziose
a coprire quei battiti se pur impetuosi di tanti amori mai stati veri amori.
Calpestati, feriti, spesso sostituiti e facilmente dimenticati.

LE VIE DEL TEMPO INFINITO.

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Quelle strade sembrano non finire mai. Ma non sono solo a senso unico qualche volta tornano e raccontano. Parlano delle storie infinite e di tanti amori stroncati. Parlano dell'incapacità dell'uomo di essere in ogni tempo, uomo.
Parlano delle vergogne che hanno cancellato persino le ombre dei mille carnefici. Parlano dei treni e dei binari inghiottiti dai forni. Parlano dei fili spinati e delle menzogne. Parlano dei ricordi, le urla che non smettono mai di urlare
e della speranza che tutto questo possa servire.

IL LENTO MUTAR.

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Il lento mutar delle stagioni si dispone in pausa, soave tra il non dimenticare e il pensiero, certo, di un voler riprogrammare sui frammenti tracimati, vinti e sorpassati di tante convinzioni. Un tributo di sangue dovuto per non restare oltre l'amarezza di un voler ricordare a tutti i costi. Le lancette di una vita pensavano di depistare, dietro il visibile dei bei ricordi. Il silenzio intuisce che si tratta soltanto dell'attimo che segue ogni attimo, mi riporta alla sobrietà degli sguardi frequenti per non dover mai soffrire per ogni amore strappato e per non dover semmai rinnegare quelli che ancor debbano venire. Il lento mutar delle stagioni ci fa vivere ancora d'amor del tempo.

LA GIOIA CHE SOSTIENE.

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Il mare che non vedo
è sempre lì e spera.
Sa che i miei versi
non potranno essere sempre gli stessi.
Le orme dei miei passi
saranno sempre meno.
Le ferite aumentate raccontano degli addii
e delle improvvise sterzate.
Le boe di salvataggio,
sempre più lontane.
Sanno che questo maggio
dovrà pur passare
e questa estate dovrà pur lasciare
qualcosa da ricordare.

Sponsorizzata dal tempo.

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Un viaggio senza fretta.
Quello che resta.
Le rughe
le lascio al tempo.
Ogni giorno
si diventa attenti
a quel che va
a quel che passa.
Io esisto
e a quel che si aspetta.
Io ci sono
Sono vento come te.
Io ci vivo
e come te
un giorno andrò via.

BISOGNO DI PRENDERE LUCE

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Non ho fatto in tempo a sentirmi diverso.
Gli altri hanno le mie stesse mani,
tante macchiate di sangue.
Gli altri hanno i miei stessi occhi,
ma per loro esiste solo il nero
come vessilli e camicie.
Gli altri hanno lo stesso cuore,
ma per tanti, battiti diversi.
Gli altri non hanno
mai imparato a nuotare,
solo a soffocare.
Non ho fatto in tempo a sentirmi perfetto.
Solo il vento a soffiare
tra le gole tagliate.
Non lo sono mai stato
prima d'ora vestito d'arancio.
Senza potermi sentire diverso.
Gli altri hanno le mie stesse mani,
ma le usano in modo imperfetto.

RIFLESSIONI.

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E se fossero solo ombre?
E se fosse solo silenzio?
Senza screzi...senza forti emozioni
Se ci fosse almeno il vento?
A muoverne i contorni
E se le onde fossero meno ferme
Forse e' l'estate
Che arriva con frastuoni
E poi mesta va via
Senza lampi e tuoni.

CONCESSIONE.

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Così il tempo ha introdotto un muro invisibile.
Ci fa guardare, ma non ci fa decidere.
Così non si conosce niente
delle correnti che spingono
nel percepire un limite.
I nostri cuori nascondono sensori,
si attivano se il sole, la luna,
le brezze, i suoni dominano la scena.
Si bloccano se il buio, i silenzi
e il sbagliato, incredibilmente intenso
ne fanno da padroni.
E' come se non esistesse più nulla
da mettere in mostra.
Dimentichiamoci degli occhi abbassati
e delle corse con la mano nella mano.
Il tempo ha introdotto il senso del visibile.
Quello che ci portiamo accanto
e quello del vivibile.
Quello che ci è concesso fare.

BENTORNATO

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Bentornato piccolo poeta,
pensavi di scappar via?
Non si può volare
…controvento.
Non si può cancellare
quel che sento.
Le parole…..vanno
e vengono, ma
il cuore resta.
Il cuore non batte mai
inutilmente.
Il cuore batte
ogni lettera
del tuo sentimento.
Il cuore piange
ogni tuo pentimento.
Poi alla fine ride
se lei,
nonostante tutto,
ti sorride.

VOLA TRAMONTO.

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Vola tramonto, 
dopo un lungo giorno. 
Fermati un attimo, 
prima della buia notte. 
Che le tue luci possano 
ricamare gli abissi dell'anima. 
Tessere il silenzio di dolci parole.
la speranza che un giorno
lei, lui, possano cambiare.
Che il tramonto di luci
possa arrivare in ogni nicchia
di chi non vuole ascoltare.
Scardinare ogni nebbia
di chi non vuole amare.
Attraversare gli oceani
di chi non vuol capire,
fino a raggiungere le radici
dei tuoi orizzonti.
Se puoi fermati un attimo
anche laggiù, dove si vive
soltanto di morte.
la speranza che un giorno
tu possa tornare
oltre la riva
di chi muore di fame.
Di chi vive di mali.
Poi torna a volare
oltre la notte
per poi finalmente
quaggiù ritornare.

NOVEMBRE INCERTO.

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Quei passi di un tempo
che rimbombano nella mente
sono passi diversi
da tutto ciò che accade.
Non possiamo dimenticarli.
Sono detriti di un'estate
di un cuore che urlava:
"siamo al settimo cielo".
Mentre oggi
in un novembre incerto
ci sussurra ancora:
"mai più alla cieca".
Altrimenti ci resta un niente.
Sono quei pensieri al mattino
che si confondono con la brina.
Sono pensieri strani
di un'anima senza corpo
per un corpo senz'anima.
Sono nebbie silenziose

SUONI di CAMPANE.

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Ci sono suoni di campane
che ti tengono in silenzio.
Sono versi di lamenti
tante volte inaspettati.
Sono tocchi e rintocchi
che sanno di un addio.
Sono parentesi che si chiudono,
venti lievi che ti dicono:

E' così
ogni amico che va via
è un onda che non torna.
Ci sono suoni di campane
che vorrei non sentire.
Ma è tempo
che non dà tempo.
Ti lascia solo ascoltare.

RIMPIANTO AMARO.

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Non sono i ricordi che tormentano.
Ma è tutto quello che è mancato
che si fa sentire.
E' come se tutto è fermo
al di là di quel muro.
Le pareti di quel giorno
di quando il tempo ha deciso
di fermarsi un pò.
Le foglie che sbattono al vento
sono come le parole rimaste dentro.
I mesi non sono tutti uguali,
ci sono quelli che mettono le ali.
Ce ne sono altri che ti vestono di catene.
Le croci non sono lì per caso.
Sono spine che fanno soffrire.
Poi ci sono i silenzi
senza stagioni
senza colori
senza suoni.
Voci che tormentano
e gli errori, falli dei pensieri.
Del ieri ti riporterà il rimpianto.
Del domani non si sa,
forse soli e pianti.

CONFORTO

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CONFORTO.
So, che mille parole non possono colmare i vuoti dell'anima.
Che infiniti pensieri non possono far luce nei meandri oscuri in cui la vita induce.
E' in te stessa che confidi la sorte, dando alla tua vita la saggezza sincera che fa di te una donna vera.
12/02/01   Donato

Follemente inutile.

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No, non posso essere diverso. Non voglio nascondere il mio viso. Non voglio coprirmi di maschera. Quello che ho fatto non mi ha reso felice. Follemente mi ha reso tragicamente inutile. Ora che mi vedo per sempre a terra, mi ripeto: "Non potrò mai essere diverso". Non potrò mai più essere il guardiano della mia vita. L'ho resa finita. Bastava non cercare l'opposto. Bastava essere diverso dall'altro. Bastava essere lo stesso. Un uomo che cercava se stesso.

ISPIRATI DAL VENTO

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I tuoi occhi parlano per te.
Sono veli di aurore
e di inutili timori.
I tuoi occhi come le stelle
s'illuminano di gioie.
Sono fari nella notte
e azzurri del mattino.
I tuoi occhi
sono vele di speranze
come vento del sole.
Dipingono amori.
Sono tocchi di campane
si odono lontano.
I tuoi occhi come il mare
sanno far navigare.
I tuoi occhi sono fieri.
sono porti di accoglienza.
Sanno dire sai:"forza"

Piccolo

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Quante parole si sono dette e mai ascoltate.
Sicuramente la morte ha lasciato il segno.
Ma quello che rode di più è l'indifferenza.
La morte quando arriva non ha rimorsi.
Prende soltanto a chi tocca.
Mentre chi ferisce,
lo fa anche se ti sta accanto.Costantino Posa da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/vita/frase-93306?f=a:13385>

L'ATTIMO CHE SCAPPA VIA.

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Non guardare solo altrove
Ogni tanto cerca dentro
Ci sono file obsoleti
File infetti
che devastano la mente
Non ti fanno ragionare
Non ti lasciano capire
e il cuore va a stento
Le ragioni che ti spingono
a volte sono inesistenti
Sono frutto delle voglie
e le passioni che ti travolgono
sono scelte disperate
Sono armi a doppio taglio
per un pò fanno piacere
Per un pò fanno sognare
ma il vento è più reale
passa in fretta
e non sa tornare.

GUARDANDO IN ALTO.

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Noi che pensavamo di essere giganti
lo guardavamo distante.
Noi che eravamo un pò come i santi
lo giudicavamo fuori dall'istante.
Noi che del momento
ci preoccupavamo dell'apparenza.
Noi che preghevamo in tanti
lo facevamo all'occorrenza.
Noi che ridevamo del suo ultimo tremare
ora che anche lui è tra gli altri
ricordiamo la sua mano tesa
e quei suoi baci sulla fronte resa.
Solo ora immaginiamo di aver agito
in modo diverso.
Solo ora in ginocchio e persi
speriamo ancora un suo sorriso dall'universo.

SE SI POTESSE APRIRE QUELLA PORTA

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In un attimo amo il senso del perché?
C'è sempre tempo per decidere
se andare avanti,
mentre il vento del scontento
entra prepotentemente
nella vita di tutti i giorni.
In un attimo che segue
raccolgo i pezzi sopravvissuti
alle menti senza senso.
Le ali sono fatte per volare
e non infrangersi
sulle rocce dei vuoti
e bui pensieri avversi.
In un attimo sento l'eco del perché?
non hai almeno risparmiato gli altri.
In un attimo c'è sempre il tempo
per decidere
se andare ancora avanti.

OSSERVANDO IL CIELO BUCATO DI STELLE.

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Quando si è soli o si pensa di essere soli, le voci dei grandi fiumi che scorrono passano velocemente. I pensieri e i ricordi sono come foglie secche e rami trasportati dall'acqua. Li vedi e pensi che ormai non torneranno mai più. La corrente è sempre più forte. Le acque dei fiumi non sono come le onde del mare che spesso ritornano. Le acque vanno sempre in un senso, è come se il tempo, il tuo tempo, abbia smarrito il senso del tempo. Il tuo tempo diventa pagina di un libro già letto. Nessun altro tornerà a leggerlo. Persino il fragore di quelle acque dopo un pò non lo senti più. Nella secca accanto soltanto ceppi di legna. Quelli da bruciare per il tempo che resta. Quando si pensa di essere soli, spesso si è veramente soli, mentre i fiumi dei ricordi, delle gioie e dei tormenti passano sempre più velocemente.

CI SEGUE ROSSO DI VERGOGNA.

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Come è possibile, il tempo non si riconosce più. E' marzo, ma i fiori non ci sono. La primavera cancellata, sostituita da quell'altra odiata. Le mimose ormai sparite e la pelle piena di ferite. Le rondini che non passano e i prati senza bimbi che giocano. Solo sigle reinventate. Il vento non ha più forza, dentro geme e scende lentamente. Come se il tempo segnasse l'ora sbagliata. Ci vorrebbe un vento capace di sollevarci, mentre emerge spesso la ferocia di un uomo apparentemente normale. A volte sembra che facciamo di tutto per apparire sempre meno uomo. E' come prendere un gelato in un tempo ormai ghiacciato. Che cosa resterà del senso da lasciare agli altri? Restauri di facciata e le ferite, crepe che non si fermeranno mai, narcotizzate dall'amore verso nessun essere vivente.

UNA PANCA STANCA

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Seduto sulla mia panca fatta di travi vecchie e stanche. In compagnia dei richiami alla mente. Inseguo il cadere delle foglie d’autunno che mai si posano in terra spinti da un impeto d’aria di trascurati fremiti.

IDI DI SEMPRE.

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Si sente come uno che sa essere padrone della propria incapacità. I pensieri sostituiti da una misera sbarra di ferro. Un uomo senza cuore che non potrà mai morire di mal di cuore. Le lunghe corse di un tempo ora sono più chiare. Tu sai cosa vuoi per ottenere un posto al centro dell'inferno. Ci sarà sempre una voce a ricordarti sempre della tua inutile meschinità e poi si sa chi mal ferisce
di mal perisce.

EBREZZA INVERNALE

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Mi parlerà di te il silenzio
e le menzogne
sbriciolate sugli scogli
ritorneranno indietro
perché non reggeranno
alle altre ormai verità.
Mi colpirà di te
il bianco tuo sorriso
e gli occhi blu al cielo.
Mi sfiorirà di te
la pelle bianca al sole
e il calore delle tue parole.
M'importerà di te
il battito del tuo cuore
e i brividi del tuo ardore.
Mi resterà di te il tempo
e le morbide tue labbra
e della mente tua
il flusso dei pensieri.