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Visualizzazione dei post da Novembre, 2014

UN LEGGERO TREMORE.

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In un giorno d’inverno, clamori di pianto un pò strano.
In un attimo mi sono girato. ho sentito le rondini in volo.
Nè vento, nè acqua, nè doli, soltanto una fuga un pò strana.
Per questo mi sono girato. Intorno, tutto intorno soltanto un leggero tremore.
Per questo mi sono piegato, cercando tra i fumi e ricordi..
Se penso a quel che sarà domani, non posso ingannare il mio cuore.
Chi c’era, non c’è. Chi resta, va via.
Se dovessi immaginare il domani, non posso neanche sognare.
Intorno si continua a scavare. In fondo mi chiedo, perchè?
non dimenticherò mai il mio mare che corre verso l’oriente.
Non potrò mai dimenticare quei sogni, quei cuori, quei mila,
sepolti ogni istante da soli.
Chissà se rivedrò il mio mare, ancora da oriente tornare..!?!?

QUEL TEMPO NEGATO.

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Ecco come mi sono sentita dopo aver letto le tue mani.
Mi sono arrivate dove solo tu hai deciso di farle arrivare.
L’aria asciutta di tante parole
e i pensieri di quel tanto bisogno di saper dire basta.
Per non sentire le urla di quel mio è troppo tardi.
A volte ci sono cose che sembrano perfino amore.
Nel buio delle notti altrove ci sono attimi che non sopportano
e ce ne sono altri che vanno dritto al cuore,
non sopportano la luce piena della viltà.
Sei stato sempre tu che mi hai fatto posare la mano
sulle ferite lasciandomi sentire quanto fossero profonde
e per il tempo negato non ci potrà mai essere rimedio.
Ecco come mi sono sentita pentita di essere donna
con una bestia accanto.
Vorrei che le mie parole fossero vento per accarezzare il tuo cuore
Ma come un fiore raro che sboccia una sola volta mi accorgo
delle mie parole come pietre, sono quelle che ormai mi coprono.
Ogni tanto esco dal mio silenzio:
“ Ecco come mi sono sentita ” per essermi fidata.

QUALCUNO.

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Qualcuno ha detto: è l'ultimo, 
non ci saranno altre ragioni 
per restare in questo presente.
La vita della gente, così com'è, aveva creato
un nuovo sentire, quello di osare.
Quello di sfidare, così com'è, 
l'imprevedibilità del tempo.
Qualcuno ha scritto: è il primo, 
ci saranno ancora tante ragioni 
per spronare chi non si sente assente.
La vita di chi non si mente, così com'è,
lascia sempre sviluppare un'attenzione nuova.
Qualcuno ha suggerito: non è un ponte che manca.
La vita di chi non sente s'innalza, ma poi mesta si placa.

Piccolo pensiero.

LA TERRA SOSTENNE DI POTER ACCOGLIERE TUTTO ANCHE IL PENSIERO, MA IL PENSIERO TRAMITE LE PAROLE RESTA.......SGUSCIA TRA GLI ADDII E NON SI PERDE.

PARADISO o INFERNO.

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Mi fermai di colpo, alzando gli occhi al cielo,
verso quel mi faceva tremare.
Macchie di cielo azzurro si intravvedevano
per pochi attimi ingannevoli.


Pensavo: " A volte " i miei pensieri si ribellano.
Urlavo: "Non basta " un terremoto per buttarmi giù.
Li ho sentiti i miei passi,
mentre scappavo dalla mia morte,
verso l'incredulità di accorgersi di non essere partito.
Ci vorrebbe un cappotto di tempo,
per coprire il gelo di sciempio.
Per avere ancora la scelta, di più in là,
verso un Paradiso o l'inferno.

LA VELOCITA' DEL TEMPO.

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Cosa c'è di strano se il tempo sceglie la velocità.
Da anni come un ago di belle parole
cerco di ricucire una coperta di stelle
fatta di scie di momenti.
Cercando di scattare la foto perfetta,
quella che ritrae il nulla.
Quella che incanta di assenze.
Mentre a stordire i sensi è il silenzio.
L'unico capace a dire parole seducenti.
L'unico a saper essere così convincente
lasciando a noi fragili temerari
la capacità di scegliere se morire di ogni momento
o cercare in ogni momento di morire.

MAREE DI PENSIERI.

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Non esistono
orizzonti inavvicinabili.
Solo quelli che tu hai realizzato.
Come le acque
che non saliranno mai.
Non c'è nessun errore
a dire "Se".
In fondo si può anche sbagliare.
Solo i passi nel silenzio
ti porteranno là
dove le onde ti solleveranno
verso invidiabili
orizzonti nuovi.

ROSE DEL DESERTO.

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Ho visto come le lacrime lasciano il segno
 come la brina dei campi sudati.
 Ho immaginato la mia follia
 come una foglia al vento, non sa fermarsi
 e se ho avuto tanti pensieri, uno solo è un viso.
 Mi resterà soltanto quello
 quando da solo avrò il buio.
 Nemmeno il fiato per urlare e la pelle a sfiorare
 come la vita andata nei campi minati:
 lasciano il segno.
 Mi mancheranno i silenzi
 e gli sguardi a fianco
 come rose del deserto
 prima che si levi il vento.