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Visualizzazione dei post da Maggio, 2014

OLTRE IL LIMITE.

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Tante volte mi chiedo, chi sono? Quanti sono i giorni del mio tempo? Cosa ho fatto per meritarmi tanto? Chi ha seguito i miei passi? Poi guardo avanti, sorvolando i brusii di quel tempo andato. No, non posso convincermi. Non posso fermarmi ad una stazione intermedia. Sento di poter andare oltre. La mia vita non può terminare con il passare degli anni. Tutto quello che mi appartiene può continuare al di là del limite. I miei sogni. Le mie paure. Le voci del mio tempo, non possono svanire nel nulla. I miei errori, spesso mascherati. Le mie capacità a volte ignorate. I miei amori, tante volte strappati. Sono sicuro, li ritroverò ancora. Forse lì, al di là di quel limite ritroverò ancora, le voci
di chi mi è mancato.

IL SALE della VITA.

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Occhi stanchi che si chiudono
per non vedere l'orizzonte
che si confonde silenzioso.
Non risponde, sa che di là
non c'è più verso.
Sa che di là, qualcuno è perso.
Le rincorse senza affanno
e le magiche esperienze
sono il sale della vita.
Tutto il resto sa di dimesso.
Per tanti il tempo è un pretesto
per togliere di mezzo il permesso.
A tanti il tempo è concesso
per far si che l'orizzonte
torni ad essere diverso:
Meno soli e più contorni
tanti echi e onde inverse.

Costantino Posa (2014)

ARIE DI PRIMAVERA.

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Quei tuoi occhi blu guardano nel cielo
senza inutile sospetto
con la guancia poggiata sopra al petto.
La tua pelle un pò come seta
e le tue mani al vento in cerca di una meta.
I tuoi versi insignificanti
ma che non andranno persi.
sono voci del consenso.
Uno sguardo in quel che penso
è un respiro bisestile di una piccola aurora
in cerca del suo stile.
Quante arie che ti dai, ma al latte
mai e poi mai, rinunci mai.

FIOCCHI D’AMORE.

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Tra le sue azzurre pupille che fissano
di pensieri appena sussurrati.
Bagliori dettati dal cuore di parole mai dette prima.
Tra i sassi muschiosi di attese a fior di tralci spinosi
focate di battiti ansiosi, che non hanno paure,
certi che lei sarebbe arrivata.
Si sfogliano di petali di tempo ridenti,
lasciando la ruvida pietra dell'essere soli

sicuri che lei guidata sarebbe tornata.

UN LEGGERO TREMORE

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In un giorno d'inverno, clamori di pianto un pò strano. In un attimo mi sono girato. ho sentito le rondini in volo. Nè vento, nè acqua, nè doli, soltanto una fuga un pò strana. Per questo mi sono girato. Intorno, tutto intorno soltanto un leggero tremore. Per questo mi sono piegato, cercando tra i fumi e ricordi.. Se penso a quel che sarà domani, non posso ingannare il mio cuore. Chi c'era, non c'è. Chi resta, va via. Se dovessi immaginare il domani, non posso neanche sognare. Intorno si continua a scavare. In fondo mi chiedo, perché? non dimenticherò mai il mio mare che corre verso l'oriente. Non potrò mai dimenticare quei sogni, quei cuori, quei mila, sepolti ogni istante da soli.
Chissà se rivedrò il mio mare, ancora da oriente tornare..!?!?

CON SENTIMENTO.

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Da me potete avere solo parole
mentre i pensieri li suggerirò
direttamente al cuore.
Le mani potranno
solo accarezzare
la tua pelle bruna
e i silenzi diventeranno echi
per chi ha voglia di ascoltare.
Resteranno soltanto
gli occhi e i sorrisi
che hanno scelto i tuoi
e le tue labbra
e se a volte sospiro
lo faccio solo perché
per sempre hai scelto me.

UNA PRIMAVERA AUTUNNALE:

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Potranno anche cadere tutte le foglie
Foglie furiose che il vento pose sulla nuda terra.
Non mi sentirò mai tradito
Non strapperò mai i rami della mia malinconia
e non chiedermi mai dei miei pensieri
senza esigere risposte
Ti porterò dove i miei passi
parlano dei sogni che non parlano mai.
Ti porterò dove non esiste
una strada verso la felicità.
Ti porterò dove non mi sono mai rassegnato,
dove per reprimere l'ansia
le voci sfumarono al sol fruscio
dei miei pensieri.
Dove un tempo riuscivamo a ridere per niente.
Dove il sole pose le sue mani
per quel tempo esclusi.
Foglie furenti col pallore
della prima luna verso il cielo.
Un tempo riuscivamo anche a piangere
e potranno cadere anche tutte le foglie.
Foglie ansiose, in attesa

che il vento riporti le prime rose.

A TE MAMMA.

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E' il tuo modo di stare in disparte che mi lascia pensare. E' il tuo sguardo a tratti assente che mi lascia perplesso. E' il suono delle tue parole che non osano farsi ascoltare che mi lasciano in silenzio. E' il tuo modo di sorridere alla vita se i tuoi occhi incontrano un bimbo che mi fanno ricordare del tuo modo di essere stata perfetta. Questi sono i giorni che ci riportano al tempo senza farci sentire feriti e se gli anni possano sembrare tanti si possono accettare poiché hanno visto il tuo cuore nascondere le lacrime e le tue mani mai fermarsi al niente, hanno spinto i tuoi passi in avanti e la schiena sorreggere
il vento forte dell'imprevisto.