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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2014

CI PENSO.

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Mi sento come la fine dell'inverno
quando il freddo si mescola
col tiepido inizio della primavera.
Mi sento come un immagine diversa
riflessa di uno specchio del tempo.
Mi sento come la fine di un inferno
quando la vita e la morte si mescolano
s'intrecciano come anelli di una catena
che non potrà mai dividersi.
Mi sento come la forza di un vento che spinge.
come pagine di un libro che sa solo raccontare
di come sia bella l'aurora.
Quella che da sola mi dice: " Ci penso "
Sarai per me...Sarai nonno soltanto per me.

TESTARDA LUCE.

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Se per far tacere il sibilo del vento hai dovuto per forza fermarti.
Se per guardare con occhi diversi hai dovuto spalancarli al buio.
Se per aver ancora un contatto hai dovuto provare il medesimo smarrimento,
insaziabile fame di un uomo che non tiene a vivere da solo.
Anche quando le anomalie gli remano contro.
Questa volta usate in modo diverso, non per dire: " Io resisto ".
Tanto meno: " Io lascio ".
Non voglio essere soltanto un calpestato, da ansie e malumori.
Io so ascoltare, basta la compagnia a suggerire
" Sarò i tuoi occhi, anche al sole che inganna...
brucia di visioni e cicli che possono anche svilire ".
Lei si svelerà ancora e tuonerà al cuore: " Sarò la luce nella luce".
Sarò per te la voce che parla lentamente.
Sarà la tua voce che nel tormento dirà: " Io non dimentico".
Non vado avanti a tentoni. So ciò che voglio e so anche come ottenerlo.

L'ULTIMA PRIMAVERA.

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Ieri non mi sembrava vero, immaginavo un mondo sincero. Bastava chiudere gli occhi, le parole nel vento non erano per pochi. Raccontavo del mentre, scrivevo del domani, anche se la tua pelle era ancor più del nero. Poi ho fatto un salto ed ho visto un altro, saltare troppo in alto. Stanco ho chiuso gli occhi, non mi sembrava vero. Eppure non è autunno, quell'animo sincero, incredulo di foglie aride non crede a quel che vede. Le cime e le siepi son tutte ormai spoglie. Ho chiuso gli occhi, non è più primavera.
Se non mi risveglio, forse resto là.

ROSE NON SCHIUSE … Costantino Posa

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Scuoteva il capo, un pò persa. Le braccia del tempo lasciavano intravedere la sua malinconia. Sola, sempre sola per la via. Come spighe di grano piegate al vento. Sempre in un senso. Sempre un ripenso. Le sue labbra serrate di freddo come petali di rose non schiuse. Taceva il cuore un pò spento in balia di un certo tormento ma, i contorni del buio son fatti di luce di musica d'incontri di sole e poi il mare che invita ad amare. Che fa? se per un pò mi sono persa,
oggi mi sento molto diversa.

RESPIRO INTENSO.

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Troppi pensieri ... mentre io vorrei sentire la tua pelle scivolare sulla mia per poi fermarsi lì dove l’alito sa origliare ogni tuo inutile dubbio. Solo tu sai tenere pietre tra le mani come fossero petali leggeri. Solo tu sai vedere oltre l’opacità di un tempo offuscato dal tempo che passa. Solo tu sai soffiare controvento. Solo tu sai disegnare parole come fossero fiori. Solo tu sai fare dei miei pensieri un guanciale dove appoggiare il tuo cuore e le tue mani e i tuoi baci come fossero erbe
al vento placido del mio respiro.

ARIA NUOVA.

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Avevo solo voglia di trovare le parole giuste per sciogliere quel nodo che ti trattiene e non ti libera di andare come soffice neve candida come una parte di te. Mentre l'altra quella che ti fa sembrare un po più strana. Quella che ti dispera e ti fa urlare ai quattro venti: "Parlami ad alta voce" non lasciarmi più da sola. Mi sento come il vento che sa solo roteare mentre ho bisogno di trattenere un po il fiato. Le ragioni che ci tengono sono come perni autoevitanti si filettano da sole e si svitano senza freno. Mi sento come un volo ad alta quota ci vuole poco a farmi andare tra le nubi fuori testa. Mi chiedo? quali sono le parole che fan tornare tanta voglia...calda come le labbra del tuo viso e il cielo tutto intorno come è solo
quel tuo sorriso.

14 febbraio....sono loro.

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Sono intrisi dal tempo che è passato.
Consumate da carezze, sguardi e lacrime.
Sono divisi dal tempo che è mancato.
Sfocati, ma radiosi come gli astri che li hanno visti assieme.
Sono loro che resteranno per sempre nel cuore.

PERDONATE LA VERGOGNA.

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Non ci volevo credere.  Ho fatto di tutto per convincermi di essere un uomo.  Poi, come spesso è accaduto, mi sono vergognato.  Sono un uomo come quello che per amore ha accoltellato.  Accecato, non contento ha dato fuoco.  Sono un uomo come quello che non ha ascoltato la supplica di non farlo.  Sono un uomo come quel ragazzo impossibile,  il bullo del momento.  Come quella bestia che non ha meritato di essere un uomo.  Sono un uomo coperto ogni giorno di vergogna  per tutto quello che ogni giorno  l'uomo riesce a fare per macchiarsi di vergogna.  Sono un uomo che ogni giorno perde la speranza.  La convinzione di essere stato, come tanti, un uomo.  Sono un uomo senza parole,  se di uomo si riesce a dare tanto dolore.

AMOR VILE.

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In una serata di pura follia lei doveva sparire. Restava solo il tempo di dimenticarla. Prima quando arrivava, rubava il tempo alla noia. Ora non può più guardare la sua vita nelle mani di un boia. Il fragore del suo respiro ha creduto di essere altrove. Il suo leggero gorgoglio credeva di essere la sua dolce metà. malinconica resta inerme
ferita da tanta sua mesta viltà.

VEDERCI CHIARO.

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Scrivere quello che si pensa È come rileggersi dentro. E’ come non sentirsi mai soli. E’ come vederci meglio Anche tra le nebbie E le foschie del tempo. E’ come sfogliare un libro Senza mai lasciare andar via Nessuna pagina, accompagnandole piano- piano. Poiché i pensieri Sono come i momenti della vita. Sono loro che ci tengono svegli. Sono loro che ci dicono cosa fare. Non ci lasciano dimenticare. Ci rilassano con un bacio Forte -forte sulla fronte
E sulle labbra di chi si ama.

FREMITI del CUORE.

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Molto spesso l'amore, quello vero lo si scopre attraverso lo sguardo, il battito del cuore, il contatto. Sensuali mani che sembrano venire dai fremiti del cuore, sfiorano e lasciano in disparte un modo di pensare, fatto di tabù, scandito solo dal volere a tutti i costi. Piaghe del poco conosciuto che prendono voce per capire il mistero che non ti lascia dormire. Le parole, in modo diverso e i pensieri  quasi ricci che sconvolgono,  tormentano
come tutti gli amori inaspettati.

FATTE DI BURRO.

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Il cielo...dopo una notte che trema è sempre più azzurro...splende il sole, ma le case...la mia casa...son sole. Son fatte di burro. Le parole strozzate...tirate da lunghe corde di chi non crede che sia tutto finito. Sadica ...la sorte...punta il dito non parla...osserva, inonda di laceranti silenzi. Un brivido senza alcun bordo di chi si sente tradito. Lo sguardo fisso...in cerca di un segno di appartenenza, illumina il buio con sciabolate di luce
di ogni ormai persa sequenza.

RADICI.

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Le nostre radici come vasi sanguigni ci tengono in vita.
Sono memorie dei nostri pensieri.
Sono ricordi di ieri e del nostro essere fieri.
Ecco, voglio vivere come loro.
Ora che il tempo ha un ordine diverso delle cose
voglio essere come loro.
Ora che so qual'è il mio cammino
posso essere anche diverso.
Voglio una poesia che sia soltanto mia.

MARE D'INVERNO.

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Il mare d'inverno è arrabbiato, mi sta urlando qualcosa: Gli uomini mentono. Gli uomini saltellano. Si lasciano trasportare dalla corrente dei sensi. Quando il giorno diventa notte è la città che parla: -Hai diritto di cambiare. Ma non mescolare parole mai dette ai battiti e agli affanni del cuore. Il cuore ti dice: -senza vergogna....ascolta, hai colpito la sorte. Per cicatrizzare una ferita, aspetta.
devi prima lasciarla sanguinare...poi ritorni.