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Visualizzazione dei post da Gennaio, 2014

QUEL TEMPO NEGATO.

Ecco come mi sono sentita dopo aver letto le tue mani.
Mi sono arrivate dove solo tu hai deciso di farle arrivare.
L’aria asciutta di tante parole
e i pensieri di quel tanto bisogno di saper dire basta.
Per non sentire le urla di quel mio è troppo tardi.
A volte ci sono cose che sembrano perfino amore.
Nel buio delle notti altrove ci sono attimi che non sopportano
e ce ne sono altri che vanno dritto al cuore,
non sopportano la luce piena della viltà.
Sei stato sempre tu che mi hai fatto posare la mano
sulle ferite lasciandomi sentire quanto fossero profonde
e per il tempo negato non ci potrà mai essere rimedio.
Ecco come mi sono sentita pentita di essere donna
con una bestia accanto.
Vorrei che le mie parole fossero vento per accarezzare il tuo cuore
Ma come un fiore raro che sboccia una sola volta mi accorgo
delle mie parole come pietre, sono quelle che ormai mi coprono.
Ogni tanto esco dal mio silenzio:
“ Ecco come mi sono sentita ” per essermi fidata.

FUORI...LEGGE.

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Mi piacerebbe cambiare verso
Ma questo non e' possibile
Io continuo ad essere uomo.
Non potro' mai essere diverso....
Non potro' mai essere
Come la belva senza pensiero
Che ha bruciato il suo essere uomo.
Infamia di una vita sciupata.
Come non pensare alla vita
Quando e' la morte
Che si veste di vergogne.

PRATO VERDE.

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Sono fili d'erba...semplicemente fili d'erba.
Si bagnano di rugiada e si tengono per mano.
Non temono del vento il tormento.
Ne fanno uso come spada.
Si piegano al calpestio e si sollevano da soli.
Se da un po passa la tormenta...
si addormentano al calar del sole
e se il gelo li cancella..
Loro lo sanno, sono solo di stagione
poi ritornano come sempre...
Loro sono fili d'erba.

A piccoli morsi

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Scrivere e raccontare ancor più difficile è farsi ascoltare. non aveva mai visto uno sguardo perdersi così. I pensieri congelati s'inchiodano a pelle scioccata. I bisbigli del nulla…ronzii del tempo che passa, non hanno cancellato. Che strano essere qui, è come un cielo che va. E' come un tempo ritorna di complicità del silenzio che avvolge e conserva ciò che è stato. Quando si è soli…si è solo soli. Si va avanti a piccoli morsi, aspettando ancora un soffio di tempo che sfiora, accarezza e lascia tanta tenerezza.

AMORI SENZA ORME.

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Ci sono amori che col tempo diventano estranei
come se non fossero mai stati amori.
Sono come gli universi senza stelle.
Dirompenti come un mare senza scogli.
Piatto, senza onde, senza voli di gabbiani.
Lo star vicino al proprio eco
e ascoltare il mare in queste notti d'inverno
senza il racconto di una storia vera.
Senza brividi sulla pelle.
Senza lampi, tuoni e improvvise mareggiate.
Senza gocce di rugiada.
Senza battiti incontrollati
e le voci sussurrate di quei sguardi dritti al cuore
con le labbra appoggiate e gli occhi appena chiusi
che si aprono splendenti alla luce di un'aurora.

ROSE DEL DESERTO.

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Ho visto come le lacrime lasciano il segno
come la brina dei campi sudati.
Ho immaginato la mia follia
come una foglia al vento, non sa fermarsi
e se ho avuto tanti pensieri, uno solo è un viso.
Mi resterà soltanto quello
quando da solo avrò il buio.
Nemmeno il fiato per urlare e la pelle a sfiorare
come la vita andata nei campi minati:
lasciano il segno.
Mi mancheranno i silenzi
e gli sguardi a fianco
come rose del deserto
prima che si levi il vento.

NOIE.

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Siamo stati noi a trasformare gli orizzonti
come marciapiedi di periferie
e le noie se ascoltate
parlerebbero di un amore e di un tempo
in cui i cuori tuonavano.
Parlerebbero delle mille differenze dei pensieri
e della paura di tanti di pensare.
Citerebbero il mare e le maree che salgono
per poi ritirarsi in fretta.
Ci indicherebbero quelle vele che!?
diventano sempre più piccole
emarginate al vento
e delle voci timide delle voglie ardite.
Se si è stati veri quelle noie odiate
vanno ascoltate.

LE NOSTRE SCELTE.

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A volte sono le lacrime
che ci riportano indietro alle gioie di un tempo
e alle spine che ci pungono spesso.
Ai rimpianti di un tempo
sciupato ed incerto.
A volte i geli alla schiena
sono ricordi pungenti di pagine perse.
Forse non doveva essere così.
Il tempo...in un unica direzione.
Forse le aspirazioni ci portano via
non sanno spiegare
che il cuore batte in ogni momento.

FOTO.

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CICLI VITALI.

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Ritorneranno i giorni,
come le comete luminose e ridenti.
Riporteranno il vento tra i capelli e denti.
Porteranno via sensi di colpa e impedimenti.
Lasceranno i versi magici dei tanti sentimenti.

SEMPLICEMENTE DIVERSE.

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Nuvole adirate, disperate vorrebbero sorridere ma loro hanno visto e si son gelate.
Fiocchi di neve come lacrime al vento si son posate a coprire le vergogne.
A suggerire al sole "Aspetta" che venga una primavera.
A sussurrare al tempo "Non dimenticare" ma lasciale fiorire.
A soffiare al cuore "Lasciati guidare".
Se d'error si vive e non si cambia che ben venga un'ultima bufera.

RIFLESSIONI...Gen.2014

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Un altro anno è andato via, spinto dalle ali del tempo. Così come l'altro, come ieri, alcune cose sono cambiate. Tanti, come sempre, sono andati via...Lassù, dove ci accoglie il nostro Dio. Sono i primi giorni del nuovo anno. Giorni di silenzi, di riflessioni. giorni in cui i pensieri, i nostri pensieri vanno e vengono. Si girono controvento. Sorvolano le barriere, sempre più alte, del tempo. Rievocano i momenti, poi si rigirano e riprendono il cammino. Gli orizzonti sono sempre lì, lungo il confine del visibile e l'invisibile. Il sole è sempre lì in alto. Le nuvole ci osservano. Alcune volte ci sorridono. Altre sembrano che soffrono come noi. Diventano sempre più grigie. Anche loro lo sanno che non potrà mai essere lo stesso. Le cose cambiano. Gli addii si susseguono. Le gioie ci accompagnano sempre e i cuori battono all'infinito. E' il mistero della vita. Questo nostro cammino sulla terra si fa sempre più intrigante, alcune volte inspiegabile. Tante altre volte sple…

DA SEMPRE ASPETTA IL SOLE.

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Ho calpestato la terra di un altro uomo.
Questo non mi è bastato.
Ho rubato per sentirmi un dritto,
ma non mi è bastato.
Ho violentato per sentirmi un Dio,
ma non mi ha appagato.
Mi son girato per non sentirmi un verme
come quell'essere sui gradini di una chiesa.
Ho negato per essere furbo,
ma le verità emergono più veloci di un turbo.
Ho taciuto e riso tanto
per somigliare ad una divinità,
ma l'aureola mancata
mi ha lasciato nell'umiltà
di un 'aurora che da sempre aspetta
che si alzi il sole.

LASSU' VERSO IL CIELO.

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Sentirò il vento accarezzarmi il viso
e le voci che torneranno indietro.
Saranno gli echi di chi mi ha reso felice.
Mi mancherà la pelle bagnata dal tempo.
Mi resterà del cuore il battito che ha dettato i passi
e i pensieri che mi hanno spinto avanti.
Mi lasceranno orme di chi mi ha seguito
e le tante aurore di chi mi ha sorriso.

FRAMMENTI DI VETRO...di Costantino Posa

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Vorrei restare tra mille perché. Sono quelli che scuotano il tempo. Fragili come sono i pensieri. Forti come sono i ricordi. E se trattengo il respiro è solo per fermare un istante. E' un amico lasciato da solo. E' un respiro che scivola via: Lassù...oltre il limite del cielo