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NON SEMPRE L'AUTUNNO CAMBIA.

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Solo per vederti sorridere
ho tracciato il tempo dei pensieri
con il vento placido delle parole.
Ho spiegato al cuore
che i timori sono vetri rotti
che pungono
per vedermi piangere.
Ho spalmato il senso
al passo svelto che ti ha portata via.
Ho interrotto il flusso dei ricordi
e asciugato lacrime
che si ripetono como rime.

Ho atteso il verde dei ritorni
e ho lasciato al vento
la forza di girare pagine.
Non ho preteso niente
se non la fine dei lamenti.
Ho lasciato a te, in ogni tempo
la voglia del sorridere.

UNA NUOVA FOLLIA.

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E se fossi io una nuova follia.  Un capolinea che non si raggiunge mai  sulle sponde di un fiume bordato  di promesse mai mantenute,  dove si consumano dettagli,  sempre più diradati di accese controversie  di una storia che appariva scontata.  Una feroce contesa tra il dare e il pretendere. Tutto questo e molto di più.   Ma, c'è un elemento,  un brandello,  tra suggestive baie di un universo di quiete  che mi tormenta e non mi lascia andare.  L'abito di uno sguardo è il pudore,  stride tra gli abissi dell'anima  e non mi lascia dimenticare.

PER SEMPRE NATALE.

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Forse natale arriverà anche quest'anno.
Ci porterà le luci buone
e le voci saranno un pò meno
sostituite da voci nuove.
Forse Natale ci renderà felici
Asciugherà le lacrime sul viso.
Il vento lieve e le sirene
del vuoto che ci segue.
Desiderare il tempo
e le cose che si son dette.
Forse Natale verrà anche quest'anno.
Ci porterà tante foto nuove
di chi è venuto meno.
Le terremo lì sul cuore.

Ci porterà l'aria
di un respiro contento.
Ci parlerà del viaggio
e di quello che ci resta.
Le parole sconnesse
di chi non ha capito.
Porterà le luci nella stanza
che ci ha tenuti dentro.
Ci parlerà del tempo
da noi inventato a stento.
Forse Natale ci consiglierà il momento
di viverlo intensamente
e di non lasciare al vento
le mani della gente.

UN LEGGERO TREMORE.

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In un giorno d’inverno, clamori di pianto un pò strano.
In un attimo mi sono girato. ho sentito le rondini in volo.
Nè vento, nè acqua, nè doli, soltanto una fuga un pò strana.
Per questo mi sono girato. Intorno, tutto intorno soltanto un leggero tremore.
Per questo mi sono piegato, cercando tra i fumi e ricordi..
Se penso a quel che sarà domani, non posso ingannare il mio cuore.
Chi c’era, non c’è. Chi resta, va via.
Se dovessi immaginare il domani, non posso neanche sognare.
Intorno si continua a scavare. In fondo mi chiedo, perchè?
non dimenticherò mai il mio mare che corre verso l’oriente.
Non potrò mai dimenticare quei sogni, quei cuori, quei mila,
sepolti ogni istante da soli.
Chissà se rivedrò il mio mare, ancora da oriente tornare..!?!?

QUEL TEMPO NEGATO.

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Ecco come mi sono sentita dopo aver letto le tue mani.
Mi sono arrivate dove solo tu hai deciso di farle arrivare.
L’aria asciutta di tante parole
e i pensieri di quel tanto bisogno di saper dire basta.
Per non sentire le urla di quel mio è troppo tardi.
A volte ci sono cose che sembrano perfino amore.
Nel buio delle notti altrove ci sono attimi che non sopportano
e ce ne sono altri che vanno dritto al cuore,
non sopportano la luce piena della viltà.
Sei stato sempre tu che mi hai fatto posare la mano
sulle ferite lasciandomi sentire quanto fossero profonde
e per il tempo negato non ci potrà mai essere rimedio.
Ecco come mi sono sentita pentita di essere donna
con una bestia accanto.
Vorrei che le mie parole fossero vento per accarezzare il tuo cuore
Ma come un fiore raro che sboccia una sola volta mi accorgo
delle mie parole come pietre, sono quelle che ormai mi coprono.
Ogni tanto esco dal mio silenzio:
“ Ecco come mi sono sentita ” per essermi fidata.

QUALCUNO.

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Qualcuno ha detto: è l'ultimo, 
non ci saranno altre ragioni 
per restare in questo presente.
La vita della gente, così com'è, aveva creato
un nuovo sentire, quello di osare.
Quello di sfidare, così com'è, 
l'imprevedibilità del tempo.
Qualcuno ha scritto: è il primo, 
ci saranno ancora tante ragioni 
per spronare chi non si sente assente.
La vita di chi non si mente, così com'è,
lascia sempre sviluppare un'attenzione nuova.
Qualcuno ha suggerito: non è un ponte che manca.
La vita di chi non sente s'innalza, ma poi mesta si placa.

Piccolo pensiero.

LA TERRA SOSTENNE DI POTER ACCOGLIERE TUTTO ANCHE IL PENSIERO, MA IL PENSIERO TRAMITE LE PAROLE RESTA.......SGUSCIA TRA GLI ADDII E NON SI PERDE.

PARADISO o INFERNO.

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Mi fermai di colpo, alzando gli occhi al cielo,
verso quel mi faceva tremare.
Macchie di cielo azzurro si intravvedevano
per pochi attimi ingannevoli.


Pensavo: " A volte " i miei pensieri si ribellano.
Urlavo: "Non basta " un terremoto per buttarmi giù.
Li ho sentiti i miei passi,
mentre scappavo dalla mia morte,
verso l'incredulità di accorgersi di non essere partito.
Ci vorrebbe un cappotto di tempo,
per coprire il gelo di sciempio.
Per avere ancora la scelta, di più in là,
verso un Paradiso o l'inferno.

LA VELOCITA' DEL TEMPO.

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Cosa c'è di strano se il tempo sceglie la velocità.
Da anni come un ago di belle parole
cerco di ricucire una coperta di stelle
fatta di scie di momenti.
Cercando di scattare la foto perfetta,
quella che ritrae il nulla.
Quella che incanta di assenze.
Mentre a stordire i sensi è il silenzio.
L'unico capace a dire parole seducenti.
L'unico a saper essere così convincente
lasciando a noi fragili temerari
la capacità di scegliere se morire di ogni momento
o cercare in ogni momento di morire.

MAREE DI PENSIERI.

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Non esistono
orizzonti inavvicinabili.
Solo quelli che tu hai realizzato.
Come le acque
che non saliranno mai.
Non c'è nessun errore
a dire "Se".
In fondo si può anche sbagliare.
Solo i passi nel silenzio
ti porteranno là
dove le onde ti solleveranno
verso invidiabili
orizzonti nuovi.

ROSE DEL DESERTO.

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Ho visto come le lacrime lasciano il segno
 come la brina dei campi sudati.
 Ho immaginato la mia follia
 come una foglia al vento, non sa fermarsi
 e se ho avuto tanti pensieri, uno solo è un viso.
 Mi resterà soltanto quello
 quando da solo avrò il buio.
 Nemmeno il fiato per urlare e la pelle a sfiorare
 come la vita andata nei campi minati:
 lasciano il segno.
 Mi mancheranno i silenzi
 e gli sguardi a fianco
 come rose del deserto
 prima che si levi il vento.

CARNEFICI.

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Dietro di noi il buio delle ombre.
Alcune compatte e ben visibili.
Altre sfuocate, allungate.
Tante volte macchiate di rosso
e filo spinato.

Anche la sabbia e la polvere
vorrebbero non contenerle.
Tante volte
si allontano da sole.
Temono i riflessi
e le immagini specchiate.
A volte irridenti
e dai movimenti indecenti.
Evitano il confronto
e parlano del buio che non esiste.
Non si rendono conto
che con il tempo
diventeranno
boia di se stesse.

VENTO DEL NORD.

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Vento del nord che mi spinge
contro le muraglie del tempo.
Inevitabilmente ritorno indietro
a respirarlo dentro.
Mentre la vita ha soltanto un verso
seguilo costante.
Raccogli ogni fiore
non importa se con essi
accarezzi anche le spine.
Sono quelle
che ti riportano le brine.
Ed il tempo se pur minaccioso
ti renderà orgoglioso
non soltanto di essere stato in vita
ma soprattutto
di essere stato molto operoso.
Che fa se nel cadere spesso
ti fa credere al fallimento
in fondo hai dato tutto
e come pochi altri
sei stato generoso.
Se chiudi gli occhi
attento
se la prima cosa che vedi
è un sorriso.
vuol dire che ci sei stato
veramente.
Tutto il resto lascialo al vento.
Sa lui dove portarlo.

IL LENTO MUTAR. : EVOLUZIONE?

IL LENTO MUTAR. : EVOLUZIONE?: In fondo siamo meritevoli di condividere il fondo. Siamo falde che si calpestano. Siamo, a volte, vulcani che dormono, sbuffano e erutt...

AMORE e SDEGNO...Costantino Posa: IL LENTO MUTAR. : Verso il vento.

AMORE e SDEGNO...Costantino Posa: IL LENTO MUTAR. : Verso il vento.: IL LENTO MUTAR. : Verso il vento. : Sono tanti i giorni che ti hanno vista urlare al vento: Lasciatemi dire quel che penso. Sono tanti q...

ESTATE ALLA DERIVA.

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Mare che rimpiange i tramonti e i giorni.
I mesi e i suoni che non torneranno.
Mare che piange
gli addii e le falsi opinioni.
Mare che s'infrange sui massi emersi
del tempo che passa.
E gli amori delle stagioni
e gli intrecci delle parole e ansimanti respiri.
Mare senza aurore e orizzonti
come un tappeto del tempo
dalle frange sospese
al vento contrario delle attese.
Mare che non si ferma
aspetta e afferma che sa solo amare.

VEDERCI CHIARO.

Scrivere quello che si pensa è come rileggersi dentro. E’ come non sentirsi mai soli. E’ come vederci meglio anche tra le nebbie e le foschie del tempo. E’ come sfogliare un libro senza mai lasciare andar via nessuna pagina accompagnandole piano- piano. Poiché i pensieri sono come i momenti della vita. Sono loro che ci tengono svegli. Sono loro che ci dicono cosa fare. Non ci lasciano dimenticare. Ci rilassano con un bacio forte -forte sulla fronte
e sulle labbra di chi si ama.

RIMPIANTO TARDI.

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Ricorderò il pianto
di chi ha pianto tanto
e gli occhi spalancati
di chi non ha mai pianto.
Ricorderò la voce
di chi ha urlato tanto
e il silenzio intenso
di chi non ha mai parlato.
Ricorderò il verso
di quei lamenti che, intanto
e la pelle accanto
di chi è riuscito
a trovarsi un verso.
Ricorderò un rimpianto
di chi ha capito tardi
e il trionfo di chi perso
incredulo
è riuscito in tanto.
http://youtu.be/YqEo3XJZ7pE

A PICCOLI MORSI.

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Scrivere e raccontare, ancor più difficile è farsi ascoltare. Non aveva mai visto uno sguardo perdersi così. I pensieri congelati s’inchiodano a pelle scioccata. I bisbigli del nulla ronzii del tempo che passa, non hanno cancellato. Che strano essere qui, è come un cielo che va. E’ come un tempo, ritorna di complicità del silenzio che avvolge e conserva ciò che è stato. Quando si è soli, si è solo soli. Si va avanti a piccoli morsi aspettando ancora un soffio di tempo
che sfiora, accarezza e lascia tanta tenerezza.

BIANCHE ALI.

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Ho visto orme calpestare altre orme.
Ho visto onde sorpassare altre onde.
Ho visto ore fermarsi in ogni tempo.
Ho visto il male colpire in alto, in cielo.
Ho visto come inutili bugie
coprire il vanto di chi ha perso il senso.
Lassù in alto, in quella scatola sospesa
ho visto il pianto.In un attimo il sangue.
Ho visto l'uomo sterile che non sa più sognare.

UN PO SONO UGUALI.

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Quell'uomo seduto accanto a me, ieri era come me. Correva dietro ai sogni, veloce più del vento. Guardava sempre avanti. Il tempo era inesistente. Mentre l'altro, quel vuoto lasciato un pò più in là si è fermato dentro. Spinto dall'insuccesso ha smesso di volare. Per lui, il tempo è un muro di cemento e i sogni diluiti non sono mai esistiti. travolto dagli effetti e da qualche spintarella ha rincorso lei, sempre la più bella. Sempre la più incerta. Ha deciso sempre lei.
Ha scelto sempre l'altro.

LACRIME D'INCHIOSTRO.

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Ci metterò un giorno
o un anno
o una vita intera
per lasciare una impronta vera.
Non avrò paura
ad attraversare strade buie.
Lascerò un ritratto autentico
di come gli uomini soffrono
sperano, gioiscono
e spesso fuggono.
Di come vivono il disagio
che tante volte spinge a mollare
e di quanti passi fanno
per ritrovarsi
e di quante parole tacciono
e di quante ne urlano
per ritrovarsi almeno in due.
E se è vero che nel tempo
tutto torna,
scriverò ancora
usando lacrime d'inchiostro
per non lasciare nulla al vento
che passa e non ritorna.

OLTRE IL LIMITE.

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Tante volte mi chiedo, chi sono? Quanti sono i giorni del mio tempo? Cosa ho fatto per meritarmi tanto? Chi ha seguito i miei passi? Poi guardo avanti, sorvolando i brusii di quel tempo andato. No, non posso convincermi. Non posso fermarmi ad una stazione intermedia. Sento di poter andare oltre. La mia vita non può terminare con il passare degli anni. Tutto quello che mi appartiene può continuare al di là del limite. I miei sogni. Le mie paure. Le voci del mio tempo, non possono svanire nel nulla. I miei errori, spesso mascherati. Le mie capacità a volte ignorate. I miei amori, tante volte strappati. Sono sicuro, li ritroverò ancora. Forse lì, al di là di quel limite ritroverò ancora, le voci
di chi mi è mancato.

IL SALE della VITA.

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Occhi stanchi che si chiudono
per non vedere l'orizzonte
che si confonde silenzioso.
Non risponde, sa che di là
non c'è più verso.
Sa che di là, qualcuno è perso.
Le rincorse senza affanno
e le magiche esperienze
sono il sale della vita.
Tutto il resto sa di dimesso.
Per tanti il tempo è un pretesto
per togliere di mezzo il permesso.
A tanti il tempo è concesso
per far si che l'orizzonte
torni ad essere diverso:
Meno soli e più contorni
tanti echi e onde inverse.

Costantino Posa (2014)

ARIE DI PRIMAVERA.

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Quei tuoi occhi blu guardano nel cielo
senza inutile sospetto
con la guancia poggiata sopra al petto.
La tua pelle un pò come seta
e le tue mani al vento in cerca di una meta.
I tuoi versi insignificanti
ma che non andranno persi.
sono voci del consenso.
Uno sguardo in quel che penso
è un respiro bisestile di una piccola aurora
in cerca del suo stile.
Quante arie che ti dai, ma al latte
mai e poi mai, rinunci mai.

FIOCCHI D’AMORE.

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Tra le sue azzurre pupille che fissano
di pensieri appena sussurrati.
Bagliori dettati dal cuore di parole mai dette prima.
Tra i sassi muschiosi di attese a fior di tralci spinosi
focate di battiti ansiosi, che non hanno paure,
certi che lei sarebbe arrivata.
Si sfogliano di petali di tempo ridenti,
lasciando la ruvida pietra dell'essere soli

sicuri che lei guidata sarebbe tornata.

UN LEGGERO TREMORE

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In un giorno d'inverno, clamori di pianto un pò strano. In un attimo mi sono girato. ho sentito le rondini in volo. Nè vento, nè acqua, nè doli, soltanto una fuga un pò strana. Per questo mi sono girato. Intorno, tutto intorno soltanto un leggero tremore. Per questo mi sono piegato, cercando tra i fumi e ricordi.. Se penso a quel che sarà domani, non posso ingannare il mio cuore. Chi c'era, non c'è. Chi resta, va via. Se dovessi immaginare il domani, non posso neanche sognare. Intorno si continua a scavare. In fondo mi chiedo, perché? non dimenticherò mai il mio mare che corre verso l'oriente. Non potrò mai dimenticare quei sogni, quei cuori, quei mila, sepolti ogni istante da soli.
Chissà se rivedrò il mio mare, ancora da oriente tornare..!?!?

CON SENTIMENTO.

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Da me potete avere solo parole
mentre i pensieri li suggerirò
direttamente al cuore.
Le mani potranno
solo accarezzare
la tua pelle bruna
e i silenzi diventeranno echi
per chi ha voglia di ascoltare.
Resteranno soltanto
gli occhi e i sorrisi
che hanno scelto i tuoi
e le tue labbra
e se a volte sospiro
lo faccio solo perché
per sempre hai scelto me.

UNA PRIMAVERA AUTUNNALE:

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Potranno anche cadere tutte le foglie
Foglie furiose che il vento pose sulla nuda terra.
Non mi sentirò mai tradito
Non strapperò mai i rami della mia malinconia
e non chiedermi mai dei miei pensieri
senza esigere risposte
Ti porterò dove i miei passi
parlano dei sogni che non parlano mai.
Ti porterò dove non esiste
una strada verso la felicità.
Ti porterò dove non mi sono mai rassegnato,
dove per reprimere l'ansia
le voci sfumarono al sol fruscio
dei miei pensieri.
Dove un tempo riuscivamo a ridere per niente.
Dove il sole pose le sue mani
per quel tempo esclusi.
Foglie furenti col pallore
della prima luna verso il cielo.
Un tempo riuscivamo anche a piangere
e potranno cadere anche tutte le foglie.
Foglie ansiose, in attesa

che il vento riporti le prime rose.

A TE MAMMA.

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E' il tuo modo di stare in disparte che mi lascia pensare. E' il tuo sguardo a tratti assente che mi lascia perplesso. E' il suono delle tue parole che non osano farsi ascoltare che mi lasciano in silenzio. E' il tuo modo di sorridere alla vita se i tuoi occhi incontrano un bimbo che mi fanno ricordare del tuo modo di essere stata perfetta. Questi sono i giorni che ci riportano al tempo senza farci sentire feriti e se gli anni possano sembrare tanti si possono accettare poiché hanno visto il tuo cuore nascondere le lacrime e le tue mani mai fermarsi al niente, hanno spinto i tuoi passi in avanti e la schiena sorreggere
il vento forte dell'imprevisto.

CURRICULUM LETTERARIO...Costantino Posa.

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Presente su rivista online: “Isola negra” di Giovanna Mulas   “Opere Inedite” di Luigia Sorrentino (RAINEWS24). Coautore di “ Collane di perle ” silloge poetica con vari autori . Coautore di “ Il profumo del loto ” silloge poetica con vari autori. Pubblicazione nel libro: “ 150 anni dell’unità d’Italia ”  Lettere all’Italia, presentato al Consiglio regionale   Lazio dall’associazione culturale Pragmata, nell’anno 2011  (77 autori su 150 partecipanti). Finalista in vari concorsi e numerose pubblicazioni su varie antologie ( una poesia per ogni antologia). Finalista 1^ edizione “ Scrittori per Talitha ” con lettera: “Ad un figlio mai nato”. Menzione speciale e Targa di merito al premio internazionale città di Bitetto, con silloge poesie :  “Il lento mutar del tempo”. Pubblicazioni:  Emozioni in versi” quaderno personale di 40 poesie con la GDS EDIZIONI.  “Collana di perle” poesie (11) con altri autori  (Sonia Demurtas) EDIT SANTORO .  “Il profumo del loto” poesie (3)con altri autori…

SE.

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Se il cielo dovesse essere sempre più buio. Se il sole non dovesse mai più scaldare. Se il mare si dimenticasse di sfiorare. Se il vento decidesse di più non parlare. Potrei anche voltarmi, non troverei nessuno. Potrei anche decidere di non nascere più. Potrei anche illudermi di poter vivere. Potrei anche immaginare di non essere solo. Se tutto questo potesse accadere, forse mi accorgerei di non essere mai esistito. Forse mi accorgerei di aver pianto e riso inutilmente. Forse sarei tentato a dire: " SE?" soltanto " SE? ".

IL TEMPO NON SI ACCORGE.

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Le mie mani scrissero prima di fermarsi: Non importa se al primo sgomento le parole tacciono e urlano dove nessuno le può ascoltare. Le voci fioche di pollici alzati respirano il fumo dei treni partiti per chissà dove. Quando la vita morde le nostre voglie si battono con foga. Bisogna esserci, senza paura mentre il tempo non si accorge delle repliche che il cuore chiede emette solo qualche fruscio di tutti i mali che affliggono. Le nostre voglie non demordono se ogni attimo ha tanti ostacoli. Vuol dire che ogni nostro attimo
in fondo è sempre quello giusto.

SCORIE.

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Non so se in certi momenti
è meglio maledire o pregare,
prima di andare via
con le ultime luci dell'aurora.
Lasciando a terra silenzio.
Ci sono modi difficili da accettare
come le rabbie
di quel tanto che ci appare
fin sotto il muro di cinta
delle nostre possibilità.
Bisognerebbe rubare il tempo
a chi ne ha tanto
e darlo a chi ne ha poco e niente.
Bisognerebbe rubare il troppo
e darlo a chi
non ne ha mai avuto tanto.
Bisognerebbe pregare o maledire
l'arrivo di certi momenti.

BRIVIDO.

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Brivido mozzafiato per aver provato. Brivido senza fiato per aver lasciato. Le cose son mutate per aver usato specchi deformanti di alcune nostre amanti. Tante usano parole come pietre fredde, dure. Lo fanno anche al sole. Tanti usano pietre dure per aver tradito
come tante nostre inutili parole.

Tra le braccia vuote di Costantino Posa (Amore)

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SE SI POTESSE!!

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I giorni che passano senza orizzonti
aridi battiti di uomo ubriaco di tanta meschinità.
Mani dipinte di sangue,
pagine storte che depongono morte:
Sono gli esseri umani che non sanno usare le mani.
Perfido pensiero che cambia la sorte.
Se si potesse ritornare per amare le ferite
che un tempo hanno fatto male.
Se si potesse riparare
quelle offese che hanno fatto tanto male.
Se si potesse cancellare
quegli orrori che hanno sparso solo sale.
Se si potesse riparlare
a quei silenzi che non hanno senso
e asciugare quelle lacrime
che non hanno mai lavato
quel tormento disperato
e la fuga di chi è scappato
e lo strappo di chi è mancato.
Se si potesse riformare
quel vento tiepido di primavera
e quell'ardore di una estate sola.

Se si potesse ancora amare!

LUNA GELIDA.

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La luna gelida illuminava il buio di tante avversità. Un vortice di sensazioni... che non si placano, mentre sognavo di mettere a posto ogni cosa. Come il caos che imperversava la mia vita. La felicità, per anni in un angolo, rannicchiata condannata all'immobilità. Tanti miei sogni  morti, già da tempo. Una fuga verso un istante perfetto. Quando si ama qualcuno si conosce soltanto l'inizio. Difficile calcolarne la durata. Quando si è vissuti accanto per tanto tempo non si conosce ancora la durata, ma si è contenti, si apprezza,
per tutto il tempo già vissuto accanto.

M A I.

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le cose che si dicono, lasciano il segno. Le parole dette, non suggerite dal cuore,  a volte feriscono. E poi, mai, perché mai? Mai,ad una mano tesa. Mai, ad un animo perso. Mai, a chi non riesce. Mai, ad un cuore solo. Mai, ad un perdono. Perché? non girarsi mai, potresti aver dimenticato, qualcosa...qualcuno. Perché? non ricordare. I battiti di un tempo in volo ti parlano. Ti dicono:” vai, ma non dimenticare “. Non dire mai e poi mai, perché non sarai mai solo.

SERATA UMIDA.

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Basterà una sola lacrima e le sere umide
attraversate da sguardi furiosi per farmi sentire più solo.
Nemmeno il caos di tutto ciò che mi cade a pezzi
potrà mai dimenticare i versi, un po smarriti
che parlano di te.
Mi basterà della tua anima la pelle calda
e candida delle tue parole:
"Vorrei restare". Ma sono come il vento
che sa solo andare.

TUTTO QUELLO CHE HO.

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Adoro quei tanti miei " Chi se ne frega "
Le spalle spinte in alto. Le labbra sornione
Adoro quei miei pensieri " C'è tempo per ogni cosa "
e se il vento sussurra tra le foglie nelle notti un pò più buie.
Adoro ancor di più " Tenacia e certezza " coraggio e libertà
e l'abitudine del vento che mi fa assomigliare
alle briciole del tempo, fino a che non arrivi lei
La luce dell'aurora, mentre le ferite rotolano
su pensieri scomodi sospesi su orizzonti
non tracciati da me.
Adoro le mie convinzioni e le mie parole
che sanno di radici e arie nuove.
Non temono muri e tempo:
E' il piacere di sentirsi vivo e vero.

C'EST MOI! CARLA.

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Sarebbe stato più semplice venire al mondo un pò prima.
Sarebbe stato ancor più facile nascere insieme a lei, a mia sorella sara.
ma io volevo vedere il mondo prima con i suoi occhi.
Volevo arrivare con la primavera
e con l'aurora volevo seguire il vento tra i tanti fili d'erba e fiori.
Ora sono qui tra voi e anche se sto dormendo
conosco già il sorriso della mia mamma
e ho già ascoltato la voce forte del mio papà.
Sara mi ha già parlato di tutti voi
e se mi guardate mentre ancora dormo
vi accorgereste del mio sorriso
Io sono già contenta.

IL NOSTRO CIELO.

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E’ vero si va avanti,  il tempo passa e non ritorna. Ma io mi ostino, non posso dimenticare: La voce di un padre, Il sorriso di una madre Le lacrime versate e il senso di smarrimento. E’ vero non ci si può fermare ma io non potrò mai dimenticare Le mani di chi mi ha aiutato, la pelle di chi mi ha amato, l’amico che è già andato e le offese immeritate. E’ vero non può durare,  ma i battiti li ho sentiti. Le parole dentro al cuore, le spine che han ferito, Il silenzio condiviso ed il gelo che ha coperto il nostro cielo. Il libro delle stagioni avrà la sua fine solo quando avrò scritto ogni pagina del suo cammino e le maree dei sentimenti mi aiuteranno a leggerlo
per non sciupare al vento ogni attimo del condiviso.

PENA DI MORTE.

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Solo oggi ho capito cos'è la morte. Quello che ho fatto non ha niente a che fare con la sorte. Eppure ieri ero come te, al mattino facevo il segno della croce, mentre ora in silenzio non ho più la mia voce. Anch'io prima, come tutti, ho amato. Poi come un folle, ridendo, ho sparato. Fino a ieri pregavo in ginocchio, domani, purtroppo, mi son perso d'occhio. È strano anche tu hai usato la sorte Quello che hai fatto, non far finta di niente,
mi ha portato soltanto alla morte.

DOPO di NOI.

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Sembra che lei non esiste poi la incontri per caso
e ti accorgi di averla avuta sempre accanto.
Da un tempo evocavo emozioni
un dedalo di gesti in cui perdersi.
Gonfiavo le vele di uno spirito di un uomo tenace.
Violentavo le incertezze erranti, amiche di viaggio
cercando remote magie di assenze.
Ora non chiedermi di poi.
Il tortuoso cammino verso il domani
si confonde alle gioie di oggi,
lasciando un malessere alle noie.
Dopo di noi ci sarà sempre qualcosa di noi.
Ora non scrivere del poi, quando si ama
ci sarà sempre qualcosa nel dopo di noi.

ALI di CARTA

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Tanto tempo fa, in un posto lontano, viveva un poeta. Lui non sapeva di essere un poeta. Ogni tanto, nei momenti di riposo, era solito sedersi su un prato. Non chiudeva quasi mai gli occhi, osservava in lontananza il cielo, il sole, le nuvole, i monti, le valli. Ascoltava i suoni della natura. Seguiva sempre il volo degli uccelli. Fu il momento in cui cominciò a pensare parole adatte a tutto ciò che i suoi sensi captavano. Mise insieme tante di quelle parole e cominciò a ripeterle a se stesso. Si accorse della piacevolezza di ciò che diceva o pensava e solo dopo si addormentava tranquillamente. Il mattino dopo, al risveglio, riprendeva il suo cammino e mentre i suoi passi lo portavano in un altro posto, cominciò di nuovo a mettere assieme tante altre belle parole. Tutto questo accadeva in ogni momento, però si accorse che ogni giorno, ogni momento, dimenticava le parole del giorno prima, del momento prima. Allora capì che era necessario imparare a scrivere. Prese una matita e …

IL LENTO MUTAR. "Costantino Posa": SE TI CONFONDI.

IL LENTO MUTAR. "Costantino Posa": SE TI CONFONDI.: Quando confondi l'essere con l'esserci non importa quanto filo spinato hai disseminato. Non importa quanti muri hai alzato....

IL LENTO MUTAR.

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Il lento mutar delle stagioni si dispone in pausa, soave tra il non dimenticare e il pensiero, certo, di un voler riprogrammare sui frammenti tracimati, vinti e sorpassati di tante convinzioni. Un tributo di sangue dovuto per non restare oltre l'amarezza di un voler ricordare a tutti i costi. Le lancette di una vita pensavano di depistare, dietro il visibile dei bei ricordi. Il silenzio intuisce che si tratta soltanto dell'attimo che segue ogni attimo, mi riporta alla sobrietà degli sguardi frequenti per non dover mai soffrire per ogni amore strappato e per non dover semmai rinnegare quelli che ancor debbano venire. Il lento mutar delle stagioni ci fa vivere ancora d'amor del tempo.